Per la Gazzetta Anguissa non voleva essere sostituito contro la Juve

Frank non l'ha presa bene: voleva restare in campo e mandare un segnale a modo suo. Come Meret è in scadenza, ma il suo unico pensiero ora è risollevare il Napoli

Per la Gazzetta Anguissa non voleva essere sostituito contro la Juve

Mg Milano 05/09/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Frank Anguissa

Anguissa e il Napoli, il segnale arriva da Torino: contro la Juventus il centrocampista camerunese non avrebbe voluto lasciare il campo quando è stato sostituito, e non l’ha presa bene. Lo racconta la Gazzetta dello Sport. In una serata in cui il Napoli è crollato contro la Juventus, perdendo 2-0, Anguissa è stato una delle poche cose da salvare. Anche nelle pagelle del Napolista era “per certi versi il migliore del Napule”, almeno fino al gol dell’1-0 di Alajbegovic.

Il cambio è arrivato in pieno caos. In panchina c’era Landucci, perché Allegri era squalificato, e stava per far entrare Giovane al posto di Anguissa quando Olivera si è fermato per un problema muscolare. Poco dopo Marianucci è stato espulso e il Napoli è rimasto in dieci. A quel punto la partita era compromessa e la panchina ha scelto di non rischiare il centrocampista. Lui invece voleva restare.

Scrive la Gazzetta:

“Anguissa è stato una delle poche note liete nella sconfitta con la Juve. E non avrebbe voluto abbandonare il campo, quando è stato sostituito. Probabilmente, Allegri ha pensato bene di non rischiare ulteriormente con la partita compromessa. Però Frank non l’ha presa bene: voleva restare, voleva mandare un segnale a modo suo”.

Anguissa leader del Napoli dopo mesi di difficoltà

Secondo la Gazzetta, Anguissa è tornato a essere un leader dopo mesi difficili. Il suo rientro ha restituito equilibrio a centrocampo: contro la Roma aveva aperto le marcature con una rovesciata. Ed è proprio da gesti come quello di Torino, è la tesi della rosea, che il Napoli deve ripartire. “Adesso più che mai c’è bisogno di compattarsi e di pensare solo al campo”, scrive la Gazzetta. E il rifiuto di uscire va in quella direzione:

“C’è bisogno di gesti così per ripartire: attaccamento alla maglia e responsabilità”.