Zanetti su Messi: “Basta paragoni con Maradona: sono l’essenza stessa del calcio”
Stanotte Messi gioca l'ultima partita con l'Argentina. Zanetti: "Basta paragoni con Diego: loro due sono l'essenza stessa del calcio, ringraziamo solo che siano nati entrambi in Argentina".

A man passes by a mural depicting Argentine football stars Lionel Messi (L) and late Diego Maradona (R) in the eve of Qatar 2022 World Cup final football match between Argentina and France in Buenos Aires, on December 16, 2022. (Photo by Luis ROBAYO / AFP)
Stanotte al Monumental, contro il Benin, Leo Messi gioca l’ultima partita con l’Argentina. Javier Zanetti, che con lui ha condiviso 37 volte la maglia della Selección, ne ha parlato alla Gazzetta dello Sport, intervistato da Filippo Conticello. E sul confronto di sempre, quello con Maradona, ha chiuso il discorso:
“No, basta paragoni con Diego: loro due sono l’essenza stessa del calcio, ringraziamo solo che siano nati entrambi in Argentina”.
Zanetti e Messi: “Dopo Diego, nasceva un altro genio”
Il primo ricordo di Messi in Nazionale
“Mi ricordo che parlava poco, era ancora giovanissimo, però è sempre stato fenomenale”.
Quando si è capito chi sarebbe diventato
“Non ci voleva molto a capirlo, già dal primo allenamento notavi la sua diversità: era chiaro che avrebbe reso grande la nostra nazionale. Dopo Diego, nasceva un altro genio, e ancora una volta nel nostro Paese: incredibile!”.
È la stessa impressione raccontata pochi giorni fa da Albertini, che lo vide arrivare al Barcellona: “Dopo cinque allenamenti ho capito che era l’erede di Maradona”.
“È riuscito a unire un’intera nazione”
Che cosa ha dato all’Argentina
“Ci ha dato tantissimo. È per tutti un esempio di resilienza, visto quanto ha dovuto sudare. È caduto e si è rialzato fino a portarci alla gloria. È riuscito a unire un’intera nazione”.
Il Mondiale perso in finale negli Stati Uniti
“Arrivare in finale nell’ultimo Mondiale ha richiesto un grande dispendio di energie nervose e mentali, lui e i suoi compagni hanno dovuto superare grandi difficoltà in tutte le partite. Credevamo di poter vincere un’altra Coppa, grazie a questa Selección abbiamo sognato una volta ancora: che enorme peccato! Ma Leo, a 39 anni, negli Stati Uniti ha fatto qualcosa di straordinario”.
Che cosa gli direbbe
“Gli direi semplicemente grazie. Grazie per tutte le emozioni che ci ha fatto vivere, per l’impegno, per come ci ha rappresentato in tutto il mondo, per aver dato sempre il massimo, per aver portato la nostra bandiera più in alto possibile”.
Alla partita d’addio non ci saranno tutti: la Roma non ha lasciato partire Dybala e Molina. E per il dopo Scaloni ha già un nome: Nico Paz, “l’erede” di Messi. Anche il Brasile, intanto, ha salutato il suo numero dieci: Neymar ha detto addio alla Seleção.