La Gazzetta vede in Vergara il primo Kvaratskhelia: “Palla lunga e rincorsa, un po’ naif. E fa benissimo”
All'esordio in Nazionale, nell'1-1 di Parigi, il giocatore del Napoli ha ricordato alla Gazzetta i primi passi del georgiano in azzurro. Da una sua fuga è nato il pareggio di Bastoni.

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Vergara
Per raccontare l’esordio di Antonio Vergara in Nazionale, la Gazzetta dello Sport ha scelto un paragone impegnativo per un napoletano: Kvaratskhelia. Non il Kvara di oggi, ma quello dei primi mesi a Napoli, quando nessuno lo conosceva e lui provava a saltare tutti. Scrive la Gazzetta nel racconto di Francia-Italia 1-1:
“Vergara gioca come sa, palla lunga e rincorsa, un po’ naif come il primo Kvara, e fa benissimo. Proprio su una sua fuga, chiusa a fondo campo, gli azzurri vanno a pressare e costringono la Francia a perdere palla: arriva Bastoni da lontano e s’invola verso il gol”.
Vergara e Kvaratskhelia: “palla lunga e rincorsa”
“Naif” non è una critica. È il calcio di chi non ha paura di sbagliare, di chi sposta la palla e la rincorre senza pensare troppo a chi ha davanti. È lo stesso concetto che la Gazzetta aveva usato nelle pagelle: Vergara, 6,5, “trasmette quella sana incoscienza che aiuta i compagni a sentirsi alla pari con Olise e soci”. Era quello che serviva a un’Italia che, secondo la stessa Gazzetta, doveva prima di tutto liberarsi della paura.
Mancini lo ha mandato in campo al 62′, sullo 0-1, al posto di Pio Esposito. Pochi minuti e Vergara ha cambiato la partita: un paio di recuperi in difesa, poi lo strappo con lo spalla a spalla di cinquanta metri con Upamecano, da cui è nata la pressione che ha portato al gol di Bastoni. Nel finale ha anche servito a Barella il pallone della possibile vittoria, calciato alto. Lui, ai microfoni Rai, ha raccontato l’indicazione di Mancini: “Entra e punta”. E l’ha fatto.
Un paragone da maneggiare con cura
Il paragone con Kvara è suggestivo, e la Gazzetta lo limita al modo di stare in campo. Kvaratskhelia, arrivato a Napoli nel 2022 da quasi sconosciuto, è diventato in pochi mesi il simbolo del terzo scudetto. Poi è andato al PSG, che per lui è stato “un ulteriore passo in avanti”. Vergara ha 23 anni e fin qui una sola presenza in Nazionale. Al Napoli, in questa stagione, Allegri lo ha schierato un po’ ovunque: mezzala, esterno, trequartista. Avevamo scritto che è un buon calciatore, non un predestinato.
Parigi però ha mostrato una cosa precisa: quando gli danno campo e la libertà di puntare, Vergara rende. Lunedì a Bologna c’è il ritorno con la Turchia, poi il Napoli torna in campo con il Frosinone.