Sinner ha forzato perché aveva impegni commerciali con la Cina (e ha finito col peggiorare tutto)

Repubblica: Sinner ora ha chiuso un accordo per giocare altre tre edizioni del torneo di Pechino, il che conferma che aveva un precedente accordo commerciale

Sinner ha forzato perché aveva impegni commerciali con la Cina (e ha finito col peggiorare tutto)

Italy's Jannik Sinner wipes his face between the games against Serbia's Novak Djokovic during their men's singles semi-final match on day thirteen of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 31, 2026. (Photo by Martin KEEP / AFP)

Come ha scritto oggi Il Giornale, gli atleti sono ormai diventati carne da macello. O meglio: sono voluti diventare carne da macello. Entrati nel vortice del business, non riescono a uscirne più, non sono mai sazi. Ed ecco che spinti a dare sempre di più, finiscono per saltare e farsi male.

È quel che è accaduto anche a Sinner in questi giorni al centro di un concentrato di rumors la cui metà basterebbe per una serie tv da record d’ascolto. Ma stiamo alla cronaca e la cronaca dice che Sinner ha accelerato i tempi di recupero per provare a giocare il torneo di Pechino (Atp 500) per rispettare un accordo commerciale. Mal gliene incolse.

A raccontarlo è Repubblica con Massimo Calandri che parte dal nuovo accordo siglato da Sinner con i cinesi. Giocherà le prossime tre edizioni
del China Open, cui aggiungerà quella del 2030 per recuperare il torneo appena perduto. Come anticipato da Spazio Tennis.

All’interno del team qualcuno ha storto il naso

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Ma il punto è un altro:

“La notizia conferma che c’era un accordo precedente: Sinner doveva essere presente nella capitale cinese, e ci ha provato in tutti i modi. Dopo il
periodo alla Continassa di Torino, tra palestra, piscina, allenamenti sulla sabbia e partitelle di calcio-tennis (quelle le faceva già al J-Medical, dove era stato trattato con fisioterapia e onde d’urto), è tornato al Country Club di Montecarlo per riprendere — lentamente! — confidenza col terreno da gioco. Ma incombevano gli impegni contrattuali, e tutto ha subìto un’accelerazione.

All’interno della squadra forse qualcuno ha storto il naso, però il numero 1 del mondo ci ha abituato a tanti e tali exploit dal punto di vista fisico che si è deciso di insistere”.

Stavolta però è andata diversamente. Il dolore è tornato. E niente Pechino. Poi il video.