Bergamo proprio non lo digerisce Sarri, ha nostalgia di Gasperini che dice: “Ho ancora casa qui, Roma non è brutta”

Il Corriere Bergamo intervista il Gasp: "Di Bergamo mi manca tutto, a Roma sto ingrassando troppo. Lo scudetto? Se riusciremo a gestire alti e bassi"

Bergamo proprio non lo digerisce Sarri, ha nostalgia di Gasperini che dice: “Ho ancora casa qui, Roma non è brutta”

Dc Roma 21/09/2025 - campionato di calcio serie A / Lazio-Roma / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gianpiero Gasperini-Maurizio Sarri

La scintilla tra Bergamo e Sarri non è scoccata. Ieri il Corriere di Bergamo (che poi è il Corriere della Sera) ha intervistato il nuovo allenatore dell’Atalanta scortato in redazione da un preoccupato Giuntoli. E l’intervista è stato un incalzare continuo di domande sul gioco che non va, i risultati che non arrivano, i calciatori che sembrano pesci fuor d’acqua. Sarri si è difeso, ha chiesto ancora un po’ di tempo, non troppo, e si è detto certo che d’improvviso la squadra ingranerà.

Fatto sta che oggi lo stesso giornale pubblica un’intervista a Gasperini che è il grande rimpianto di Bergamo. È la Nostalgia con la enne maiuscola. Non l’hanno mai dimenticato e proprio non riescono ad affezionarsi a un allenatore che vuole smantellare tutto il lavoro del Gasp. L’intervista è ufficialmente sulla vigna di Gaspe e sul suo nuovo vino: il 343.

Ma poi si arriva a parlare di calcio, anzi di Bergamo. E a proposito di amori che ritornano, Gasp dice:

“E chi può escluderlo? Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta”.

Povero Sarri.

Gasperini dice anche altro:

“Ho lasciato l’Atalanta nel momento in cui ho realizzato che non era umanamente possibile fare di più”.

A proposito dell’accoglienza ricevuta in città dice:

“Bergamo è stata la tappa più lunga e intensa della mia esistenza da girovago del pallone. Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per
una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo”.

Poi gli chiedono di Roma nel modo classico del Nord: a Roma come butta?

Sentite Gasp: “È una realtà completamente diversa, ovviamente. Ma non è una brutta città. Il problema più grosso è la sua cucina. Devo stare attento alle carbonare, sto ingrassando troppo”.

E del sogno scudetto:
“Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…”.