Il Napoli Basket usato contro De Laurentiis, ma i due business non si possono paragonare – Podcast
Nuova puntata di Antifútbol con un abbonato al PalaBarbuto: "I 2,2 miliardi che Rizzetta offre per il Napoli sono pochi, la valutazione odierna del Napoli rientra in una forchetta tra i 2,1 e i 5,6 miliardi di euro".

Matt Rizzetta presidente Napoli Basket
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Il tormentone ci accompagna dall’inizio del campionato. Sulle ali dell’offerta da 2,2 miliardi di euro per il Napoli e della serie di vittorie con cui il Napoli Basket ha cominciato la stagione, molti hanno cominciato a fantasticare: e se il calcio Napoli passasse sotto la gestione di chi guida la pallacanestro? È la domanda al centro della nuova puntata di Antifútbol, il podcast che il team di Viale De Laurentiis 29 realizza per il Napolista.
Bisogna essere ingenui per non vedere che spesso il basket viene usato per tirarlo, simbolicamente, in faccia alla famiglia De Laurentiis. Ma il confronto a distanza tra i due palloni della città, quello a spicchi e quello a pentagoni, dice molto sulla dimensione dei due business e sul loro futuro. Per parlarne sul serio c’è un ospite: un raro esemplare di napoletano al terzo anno consecutivo di abbonamento al PalaBarbuto.
Rizzetta e il budget: dieci milioni, lo stipendio di un calciatore
La gestione di Matt Rizzetta, il patron del Napoli Basket, che è subentrata a quella meritoria della triade Tavassi-Amoroso-Grassi (Grassi è ancora socio di minoranza), promette di portare il Napoli Basket a un livello mai visto finora. Lo fa con una certa spavalderia, come abbiamo raccontato quando abbiamo scritto che può essere l’uomo nuovo degli sport di squadra partenopei.
Ma i numeri vanno messi in proporzione. Il basket è un movimento in cui i volumi d’affari sono enormemente più piccoli di quelli del calcio. Rizzetta ha raddoppiato il budget di tutto il Napoli Basket, da 5 a 10 milioni: nel calcio, con quella cifra, si paga lo stipendio lordo annuo di un solo calciatore di alto livello.
Dagli imprenditori locali ai fondi: il salto che aspetta anche il Napoli
C’è però un aspetto in cui il basket è davvero avanti. Passando dal controllo dell’imprenditoria locale a una holding internazionale, il Napoli Basket ha fatto il salto che prima o poi toccherà anche al calcio Napoli: quello verso i fondi d’investimento e il private equity, cioè la modernità capitalista dello sport.
Resta da dimostrare che Rizzetta sappia maneggiare il calcio come pare sappia fare con la pallacanestro. Del resto la piazza è complicata, e lo avevamo scritto: si vive al confine tra l’essere il salvatore della patria e l’ennesimo padrone da contestare.
L’offerta da 2,2 miliardi è pure bassa
E qui veniamo al punto. Quei 2,2 miliardi, che sembrano una cifra enorme, per il Napoli sono pure pochi. Durante la registrazione Alessandro, preso dall’entusiasmo, ha sbagliato il metodo di calcolo, ma non è andato lontano. A mente fredda la rettifica è questa:
“Partendo dall’ebitda dell’ultimo triennio, che si attesta intorno ai 140 milioni di euro, e considerando che i club d’élite si valutano tra i 15 e 40 volte il valore di tale indicatore, la valutazione odierna del Napoli rientra in una forchetta tra i 2,1 e i 5,6 miliardi di euro”.
Per le musiche si ringraziano gli O’Funk’Illo (Yo lo coloco) e Marco Crimaldi.
Buon ascolto!
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