Condò e la rinascita dell’Italia rapida e impetuosa: “Malagò si è rivelato un dirigente capace di produrre risultati”

Condò ammette: eravamo contrari al ritorno di Mancini, ma Malagò si è rivelato "un dirigente capace di produrre risultati". La rinascita dell'Italia è "rapida e impetuosa", la caccia al cavillo per cacciarlo "paradossale".

Condò e la rinascita dell’Italia rapida e impetuosa: “Malagò si è rivelato un dirigente capace di produrre risultati”

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

Sette punti in quattro partite, il terzo posto già raggiunto, il 3-1 alla Turchia. L’Italia di Mancini è ripartita, e Paolo Condò sul Corriere della Sera ne attribuisce il merito a chi Mancini lo ha rivoluto: Giovanni Malagò. Con un’ammissione che non capita spesso di leggere.

“Siccome la genesi del suo ritorno è interamente dovuta a Giovanni Malagò — che due mesi fa prese una decisione altamente impopolare, e fra i molti contrari c’eravamo anche noi — onestà intellettuale impone di riconoscere che il presidente federale, come altre volte in carriera, si sia rivelato un dirigente capace di produrre risultati”.

Malagò e l’Italia: “Nessuno si illudeva”

Per Condò, Mancini “si è riappropriato del ruolo di ct con uno slancio perfino superiore all’inizio del primo mandato”. E la velocità della ripresa sorprende tutti:

“Sei mesi fa, il mattino dopo Zenica, nessuno si illudeva che la rinascita potesse essere così rapida e impetuosa. Invece sta succedendo”.

Contro la Turchia, scrive, la Nazionale ha avuto bisogno di ritmo e di alcune sostituzioni “perché la band si rimettesse a suonare”. Ma intanto “altri strumentisti si sono aggiunti all’orchestra”:

“Vergara ha molta qualità e si sacrifica pure, Doumbia è un motore sempre acceso, Romano ha superato il trauma dell’esordio”.

Su Vergara, uscito sofferente nel finale, Mancini ha detto: “Migliorerà tantissimo, le qualità le ha”. Al benessere si aggiunge l’Under 21 di Baldini, qualificata all’Europeo con la vittoria sulla Polonia.

“Una forsennata caccia al cavillo”

È in questo quadro che Condò giudica la guerra del Coni al presidente della Figc:

“Diventava ancora più paradossale l’annunciata battaglia campale in sede Coni di questa mattina, figlia di una forsennata caccia al cavillo per defenestrare Malagò, inviso al governo”.

Sul passo indietro di Buonfiglio, Condò lascia aperte due letture: la previsione che il commissariamento non sarebbe passato, “decretando la sua fine «politica»”, oppure la resa dell’uomo di sport che “conosce benissimo la differenza fra lo spirito di una norma e la realtà del campo”. E sulla soluzione che si profila:

“Di certo Malagò commissariato da se stesso — la soluzione che si va profilando — sarebbe uno smaccato compromesso all’italiana, portatore però della necessaria stabilità. Un timbro governativo permetterebbe a tutti di tornare a lavorare per dare prospettiva a questa felice ripartenza”.

Noi l’abbiamo chiamata con un altro nome: pagliacciata all’italiana. I giuristi della Figc, del resto, avevano già smontato il commissariamento.