Malagò: “De Laurentiis è un amico, gli piace diventare un tifoso ultrà”
Il commissario della Figc risponde al presidente del Napoli che lo aveva difeso. La Serie A decide in assemblea il 16 ottobre se candidarlo: le elezioni federali sono il 14 dicembre.

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’
Giovanni Malagò ha risposto ad Aurelio De Laurentiis. Ieri, alla cerimonia dei Collari d’Oro, il presidente del Napoli lo aveva difeso a modo suo, dicendo che a mettere in discussione Malagò è “la stupidità che governa l’Italia” e annunciando che la Serie A lo candiderà di nuovo. Poco dopo, nello stesso posto, il commissario della Figc ha ringraziato con un sorriso. Le sue parole sono state raccolte dall’agenzia Askanews.
“Aurelio (De Laurentiis, ndr) è un amico, è sempre un affettuoso sponsor e supporter. Direi che a lui piace diventare spesso un tifoso ultrà, gli posso solo dire grazie”.
Malagò e la ricandidatura: “Modestamente sì”
Il punto, però, è un altro. Malagò oggi è commissario della Federcalcio, dopo il tentativo fallito di toglierlo di mezzo, e vuole tornare presidente. Le elezioni federali sono fissate per il 14 dicembre e al momento è l’unico candidato. Perché lo sia ufficialmente serve che una componente lo proponga, e la prima a doversi esprimere è la Lega Serie A, che si riunisce in assemblea il 16 ottobre.
Su questo Malagò ha fatto il diplomatico, dicendo che è giusto e doveroso che siano i club a decidere, e che in settimana le valutazioni si completeranno. Poi, a chi gli chiedeva se quella candidatura se l’aspetta, ha risposto senza girarci intorno: “Modestamente sì”.
Ha aggiunto anche una frase da uomo delle istituzioni: chi ha cariche elettive sa che ogni volta si ricomincia da zero, ed è giusto così.
La Serie A, dal silenzio all’assemblea
De Laurentiis, dunque, ha detto in anticipo quello che la Lega dovrà decidere tra tre giorni. Non è scontato che i club siano tutti sulla sua linea: per settimane il Napolista aveva scritto dell’assordante silenzio della Serie A su Malagò. Il presidente del Napoli, invece, è schierato da tempo: a settembre aveva accusato la politica di fare di tutto per farlo cadere.
Malagò, dal canto suo, dalla vicenda è uscito più forte di prima: volevano farlo fuori, lo hanno rafforzato. E ieri mattina, alla radio, aveva già fatto capire di non essersi pentito di nulla: sulla nomina di Bianchedi ha sbagliato solo “il timing”.