Malagò non si pente di Bianchedi: “Sono straconvinto”. L’unico errore? “Ho sbagliato il timing”

Il commissario della Figc non rinnega la scelta della capodelegazione della Nazionale. L'errore, dice, fu farla ad agosto: i media l'hanno letta "come un sasso nello stagno, come una provocazione". Sugli arbitri: "Un mondo dell'Aia profondamente spaccato".

Malagò non si pente di Bianchedi: “Sono straconvinto”. L’unico errore? “Ho sbagliato il timing”

As Roma 29/07/2026 - presentazione allenatore Italia / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

Giovanni Malagò rifarebbe tutto, ma in un altro momento. Il commissario della Figc è intervenuto a Radio Anch’io Sport, su Radio 1, e alla domanda su quale mossa non rifarebbe ha risposto parlando della nomina di Diana Bianchedi a capodelegazione della Nazionale. Non per rinnegarla.

“Io sono straconvinto che Diana Bianchedi sia la persona che più di tutte può rappresentare il ponte culturale tra il calcio e gli altri sport, in termini valoriali e in termini della sua storia professionale, del curriculum sportivo e imprenditoriale. Ho sbagliato il timing”.

Malagò: “Mi ha creato un casus belli”

Il problema, per Malagò, è stato il mese. Racconta di aver chiamato “tutte le persone interessate”, ad agosto, “quando tutto era fermo“: il campionato non era partito e il Mondiale era finito.

“Probabilmente questa cosa è stata interpretata anche dal mondo dei media come un sasso nello stagno, come una provocazione e questo mi ha creato oggettivamente un casus belli, che secondo me non era giusto. Però ho imparato che nella vita, anche nelle decisioni che hanno logica, l’aspetto temporale è fondamentale”.

Quindi la colpa è del calendario, e un po’ dei media. Sulla sostanza nessun passo indietro.

Gli arbitri: “Un mondo dell’Aia profondamente spaccato”

Nella stessa intervista Malagò ha parlato degli arbitri. Ha fatto i complimenti al nuovo presidente Massini, che “ha vinto una competizione al fotofinish”, ma ha ammesso che quel voto mostra “un mondo dell’Aia profondamente spaccato”: “Mi dovrò adoperare il più possibile per renderlo unito”. Massini, intanto, ha già presentato il suo manifesto: “Vogliamo arbitri professionisti”.

Sui giovani direttori di gara il commissario parla di un tema “pesantissimo”, anche per le aggressioni fisiche. E sui soldi ammette che mancano:

“C’è un problema di budget. Io sono arrivato a fine giugno, il budget ’26 era già impostato e non era straordinario. Sto arrampicandomi da tutte le parti per cercare fondi e coperture”.

Il segretario generale: “Qualcosa si dovrà fare”

Infine le voci sull’avvocato Giancarlo Viglione come possibile sostituto del segretario generale della Figc, Marco Brunelli. Malagò non smentisce e non conferma. Dice di essere stato due giorni e mezzo a Berlino con l’Uefa per parlare degli Europei 2032 e di non essere più tornato in ufficio, “ma sicuramente qualcosa si dovrà fare perché la delibera è molto circostanziata su alcuni aspetti”. Per ora, aggiunge, è sbagliato “sostenere una tesi”.

La vicenda Figc

È la stessa linea dei giorni scorsi. Malagò aveva già detto che è “assurdo pensare che il calcio fosse contro di me” e, a vicenda chiusa, aveva gongolato: “Ognuno può dare un giudizio su chi ha perso o chi ha vinto”. Dalla sua parte il presidente del Coni Buonfiglio, per cui Malagò è una vittima e Bianchedi deve tornare in Nazionale.

Il Napolista quella storia l’ha raccontata così: come lo spieghi a un tedesco quel che è successo in Figc? E il presidente del Frosinone Stirpe aveva osservato che “questa situazione si poteva evitare”.