“Vogliamo arbitri professionisti” il manifesto di Massini nuovo presidente degli arbitri
La vittoria è stata tutt'altro che netta, con soli 10 voti di differenza. Massini ha poi dichiarato: "Il punto cardine è avere anche noi la possibilità di gestire autonomamente le risorse economiche, visto che oggi dipendiamo interamente dalla Figc"

L’Aia ha finalmente il suo nuovo presidente: Francesco Massini. Dopo la squalifica di Zappi, reo di aver fatto pressioni affinché si dimettessero Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi (rispettivamente responsabili degli organi tecnici di Serie C e Serie D) per promuovere Orsato e Braschi, inizia una nuova era per l’associazione arbitrale. Tuttavia, lo scarto di voti (solo 10), utili a Massini per salire, evidenzia un’Aia ancora profondamente spaccata. Ne parla Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport.
Aia, Massini è il nuovo presidente

Si legge sulla Gazzetta:
“Ha vinto Francesco Massini. Il vicepresidente subentrato da reggente allo squalificato Zappi diventa ora numero uno dell’aia, ma solo dopo il ballottaggio contro l’ex presidente Carlo Pacifici che ha lasciato la sede Figc di via Po con un sorriso sconsolato: “Appena dieci voti in più e…”
Ha ragione, perché dopo aver eliminato dalla corsa Narciso Pisacreta al primo scrutinio (323 voti Massini, 321 Pacifici e 278 Pisacreta), il risultato si è deciso con appena 20 voti di differenza: 461 a 441 sui 912 che hanno partecipato. Tolte le schede bianche (10), parliamo di un 51,11% contro 48,89%. “
Una vittoria tutt’altro che netta.
L’agenda del nuovo presidente
Massini, in primis, vorrebbe liberare l’Aia dalle correnti politiche. Inoltre, il nuovo presidente ha dichiarato:
“Da domani ci metteremo al lavoro per la professionalizzazione degli arbitri di vertice. È un tema determinante e non più rimandabile. Parliamo di ragazzi che danno la vita all’arbitraggio e che meritano tutele maggiori e migliori. Nessuno chiede più soldi, ma è necessaria una struttura intorno ai ragazzi adeguata, anche dal punto di vista economico”
E ancora, sull’autonomia economica:
“Il punto di partenza sono le risorse, senza diventa difficile anche solo pensarci… Con la Figc c’è un tavolo aperto con una serie di progetti che vogliamo portare avanti. Cerchiamo di migliorarci su vari fronti, anche quelli legati ad esempio agli sponsor. Il punto cardine è avere anche noi la possibilità di gestire autonomamente le risorse economiche, visto che oggi dipendiamo interamente dalla Figc”