Sentite Buonfiglio: “Malagò vittima, perché doveva pagare lui? Bianchedi torni in Nazionale”
Siamo oltre il cabaret, il presidente del Coni fa il finto tonto e vuole anche Bianchedi in Nazionale: "Ha vinto lo sport. Malagò è commissario, dovrò dire io a lui di reintegrare Bianchedi".

Dc Roma 04/05/2026 - Il Presidente della Repubblica incontra la Nazionale Italiana di Tennis / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Luciano Buonfiglio
Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio va ogni oltre umana comprensione. Supera alla velocità del suono ogni imbarazzo per la storica figuraccia rimediata: una sconfitta politica al cui confronto Waterloo può essere considerata una passeggiata di salute. Lui e Abodi volevano far fuori Malagò, invece se lo ritrovano commissario della Federcalcio. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dopo il Consiglio nazionale e rilanciate dall’agenzia Dire:
“Per me Malagò è stato vittima di un malfunzionamento: quindi perché doveva pagare lui? Così ho detto “commissariamo la Federazione e nominiamo lui commissario”. Perché lui? Perché ha un curriculum perfetto, stiamo riprendendo il cammino con la Nazionale e così gli diamo la possibilità di condurla in questi 90 giorni”.

“Meglio di così non si poteva fare. Io non mi faccio influenzare da nessuno, l’importante era far prevalere le regole e l’autonomia del mondo sportivo. Con questa decisione abbiamo rafforzato ancora una volta il concetto per il quale le regole vanno rispettate”.
“Diana Bianchedi? Mi auguro che ci ripensino e che respingano le dimissioni. L’ho annunciato al commissario Malagò, essendo lui ora commissario dovrò dire io a lui di reintegrare Bianchedi”.
E ancora:
“Qui dobbiamo essere un baluardo, perché se ci riempiamo la bocca con i valori dello sport poi dobbiamo avere il coraggio di essere coerenti. Per me non c’è chi ha vinto e chi ha perso, io penso che abbia vinto lo sport. Il punto focale è il rispetto delle regole, cosa che è stata sancita con il commissariamento della Figc. In tutto questo percorso non ho mai personalizzato il processo decisionale. Ho sempre detto che le regole andavano
rispettate, io non personalizzo mai, sono un pubblico ufficiale e non mi posso permettere di sparare stronzate”.
“È stata constatata la mancanza del tesseramento. Abbiamo rispettato le regole e riaffermato i principi, il Coni ha fatto quello che doveva fare”.
Cosa lascia tutto questo?
“A me una grande soddisfazione perché le regole devono essere rispettate. Ed è quello che abbiamo fatto. Questa proposta mi è venuta in mente negli ultimi giorni, per non rendere vittima la persona che si era candidata in buona fede”.