Jorge Jesus: “Chiedere scusa a Ronaldo? Io non chiedo scusa a nessuno, è una bugia”. Ma gli apre la porta: “A novembre ci sarà, se vuole. Sarà Cris a decidere”
Il ct del Portogallo nega di essersi scusato con Ronaldo: "Questa è una bugia". Ma gli lascia la porta aperta: a novembre sarà convocabile se vorrà tornare. Anche la Federazione parla di "malinteso".

Portugal's coach Jorge Jesus addresses a press conference in Helsingor, Denmark, on September 30, 2026, on the eve of their Nations League Group A4 match against Denmark. (Photo by Liselotte Sabroe / Ritzau Scanpix / AFP) / Denmark OUT / DENMARK OUT / DENMARK OUT
Quattro vittorie su quattro in Nations League, l’ultima per 2-1 contro la Norvegia al Dragão, con un altro gol di Gonçalo Ramos. Ma in conferenza stampa Jorge Jesus ha dovuto parlare soprattutto di Cristiano Ronaldo, che ha lasciato il ritiro del Portogallo dopo il caso nato in Norvegia, quando si era scaldato e poi non era entrato.
El enfado de Jorge Jesus en sala de prensa cuando le preguntan si va a pedir perdón por el caso Cristiano Ronaldo 😡 https://t.co/g9pWLR9GqH
— MARCA (@marca) October 4, 2026
Edu Aguirre, amico di Ronaldo, aveva accusato il ct di tradimento: “Jorge Jesus gli aveva chiesto scusa e promesso di farlo in pubblico, poi in conferenza ha mentito”. Jorge Jesus risponde così:
“Io non chiedo scusa a nessuno. Il problema che ha scatenato tutto questo è stato il fatto che il giocatore si stesse scaldando. Mi prendo la responsabilità della decisione e di ciò che è accaduto. Ma chiedere scusa di cosa? A chi? Questa è una bugia. Chiedere scusa di che? Quale sarebbe il motivo per chiedere scusa?”.
Jorge Jesus e Ronaldo: “Non è mai stato un caso”
Il resto della conferenza però è una mano tesa al 41enne attaccante. Jorge Jesus anticipa che, se vorrà, Ronaldo sarà convocato a novembre:
“Non so cosa possa decidere Cris. Quello che avevo da dire l’ho già detto, ma aggiungo una cosa. Per me, fin dall’inizio, non è mai stato un ‘caso’. È stata una dinamica che ritenevo normale per un allenatore. Avere un giocatore che rappresenta il simbolo che lui è per il Paese e per la Nazionale… Ci sono princìpi da allenatore che sono non negoziabili, ma poiché non c’è stato nulla di eccezionale che abbia scalfito la mia autorità, per me Cris, alla prossima convocazione – se starà giocando nell’Al Nassr – sarà un giocatore convocabile se vorrà tornare in Nazionale”.
“Solo perché era lui si è creato – e magari anche giustamente, perché è un simbolo – tutto questo polverone del subentrare, scaldarsi, non entrare. Quanti oggi si sono scaldati e non sono entrati? Ci sarà forse qualche problema? No. Con Cris è diverso, è il simbolo. Ma è un problema? Per me non lo è stato. Se Cris vuole e starà giocando nell’Al Nassr, alla prossima convocazione ci sarà. Ci siamo parlati prima di questa convocazione e potremo parlarne prima della prossima. Ma sarà Cris a decidere”.
“Quantos hoje aqueceram e não entraram? Vai haver algum problema? Não.
Com o Cris é diferente, é o símbolo. Mas é um problema? Para mim não foi problema.
Se o Cris quiser e estiver a jogar no Al Nassr, na próxima convocatória vai estar dentro. Falámos antes desta convocatória e podemos falar antes da próxima.
Mas é o Cris que vai decidir.”
Jorge Jesus
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— O Fura-Redes (@OFuraRedes) October 4, 2026
Il Portogallo chiuderà il girone il 14 novembre a Braga contro la Danimarca e il 17 in Galles. Proprio contro la Danimarca, nella partita d’andata, il Portogallo aveva vinto 4-2 senza Ronaldo, e Hojlund aveva spinto Jorge Jesus.
La Federazione: “Un malinteso”
Nessuno, insomma, vuole passare per quello che ha chiuso la carriera in Nazionale di Ronaldo. Se l’addio sarà definitivo, dovrà deciderlo lui. Il presidente della Federcalcio portoghese, Pedro Proença, è stato chiaro:
“Avremo tempo e tranquillità per sederci tutti insieme e risolvere quello che è stato un malinteso. Cristiano Ronaldo fa parte del nostro patrimonio e sarà sempre qui se il mister lo vorrà”.
Era la riconciliazione che la Federazione stava preparando da giorni. Nel frattempo, a Porto e Lisbona, erano spuntati maxi-cartelloni a sostegno di Ronaldo e contro Jesus. Ora la palla passa a CR7.