Gattuso: “Lotito dica in faccia ai giocatori quel che pensa, non attraverso i giornali. Da 6-7 anni non bevo alcolici”

Gattuso al Festival dello Sport: "A Frattesi ho sempre detto che non poteva accontentarsi di giocare 15-20 minuti. La Bosnia è una ferita che rimarrà per il resto della vita"

Gattuso: “Lotito dica in faccia ai giocatori quel che pensa, non attraverso i giornali. Da 6-7 anni non bevo alcolici”

Roma 16/08/2026 - Coppa Italia / Lazio-Mantova / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gennaro Gattuso

Gennaro Gattuso è intervenuto al Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta dello Sport.

Gattuso: Giocare in uno stadio vuoto non è calcio”

Ecco le parole dell’attuale tecnico della Lazio:

“Frattesi è un giocatore che ho avuto la fortuna di allenare in nazionale. E durante quei giorni di raduno gli ho sempre detto che doveva prendere una decisione, non poteva accontentarsi di giocare 15-20 minuti. Ha doti precise e doveva prendersi un po’ di responsabilità. Noi venivamo da un mercato in cui potevamo fare poco e la sua scelta di venire da noi è stata incredibile. Questo è il nostro rapporto. Sono contento che si sia preso le sue responsabilità e per la sua carriera”.

Nuno Tavares:

“All’inizio non è stato rose e fiori con lui, ci sono stati dei momenti di tensione. Io odio le persone che hanno talento e non hanno nulla per migliorarsi. Io avevo pochissimo talento ma ho sempre lavorato più degli altri perché ero più scarso e quindi faccio fatica a vedere gente che ha talento e lo butta sotto i piedi”.

Claudio Lotito e sulla Lazio:

“E’ difficile da gestire, ha 4-5 telefonini. Però penso che lui è il presidente e la cosa più facile, quando vuole dire un qualcosa, è che la porta è sempre aperta. È meglio che lui dica in faccia ai giocatori quello che pensa, quando le cose vanno bene e quando le cose vanno male. Penso che la cosa migliore è che venga al campo, nella sua struttura, Formello è bellissimo, e dica in faccia ai giocatori le cose. È inutile se dopo si parla ai giocatori attraverso i giornali o sui motori di ricerca”.

Quella della Lazio non era una scommessa facile. Venivo da un’esperienza che mi ha costata, mi ha fatto del male, perché sono rimasto male, con la nazionale è stata una mazzata incredibile, ma avevo voglia di ripartire subito. Ho scelto la Lazio perché, e ho detto no due o tre volte a Lotito, avevo la sensazione che questi giocatori avevano ancora qualcosa da dare, con qualcuno ci ho lavorato, li ho sentiti prima che firmassi e mi sono convinto di stare qua. Siamo partiti bene, ancora la strada è lunga, però devo dire che sono orgoglioso di vedere questi ragazzi perché veramente stanno dando tanto”. 

Gattuso

Il ko con la Bosnia con l’Italia: 

“Gli episodi fanno la differenza. Fanno parte del nostro mondo e anche della nostra vita. Io l’ho sempre detto, devo ringraziare i ragazzi e tutte le persone che hanno lavorato con me perché mi hanno dato tutto quello che avevano. Dopo è normale che è una ferita che rimarrà per il resto della vita. Però non posso dire nulla”.

L’errore di Bastoni in quella gara: 

“L’ho ringraziato, l’errore fa parte del gioco, non ha certo fatto apposta a farsi espellere. Rimangono le cose buone che abbiamo fatto perché, e questo mi da fastidio, sembra che conta solo il risultato. Certe volte bisogna anche vedere quello che si fa e come lo si fa. Certo, la cicatrice rimarrà per sempre ma mi piace guardare avanti, anche se ho fatto fatica i primi mesi ad addormentarmi, facevo grandi passeggiate per stancarmi e riuscire a chiudere gli occhi”. 

Il famoso Napoli-Verona:

“Se pareggiavamo arrivavamo secondi, siamo arrivati quinti, una mazzata incredibile”.

Lo stadio della Lazio vuoto:

“Giocare in uno stadio vuoto non è calcio. In questo momento stiamo soffrendo a non avere tifosi in uno stadio che ci danno una mano”.

Il Mondiale 2006 e l’amicizia con Materazzi:

“Mi feci male prima del Mondiale, ma dissi a Lippi che mi dovevano legare a Coverciano per farmi stare a casa. Siamo partiti che ci tiravano i pomodori per i problemi di Calciopoli, ma piano piano siamo arrivati dove siamo arrivati. Vittoria storica, l’artefice è stato un uomo solo: Marcello Lippi, che ha fatto di tutto per creare un gruppo. Io e Materazzai eravamo amici, poi quando lui va all’Inter e io al Milan si trasforma: lui dava le tranvate vere, altro che me”

La fede e sulla malattia:

“Ho perso una sorella sei anni fa, non riesco a sognarla, pagherei tutto quello che ho per passare il tempo con lei, mi manca. Ho la fortuna di avere ancora mamma e papà. Penso anche a loro: non si è mai preparati che un figlio possa andare via prima di te. “Per 4-5 mesi sono stato a letto, ma ho sempre pensato: pensa se mi avessero dato 5 mesi di vita. Da 6-7 anni non bevo alcun alcolico, devo fare iniezioni di cortisone quotidiano e si va avanti così”.

Parole ripostate da Skysport.it e TMW.