Abodi alza bandiera bianca su Malagò: “La candidatura? È un tema che lascio alla Lega di A, le scelte vanno rispettate”

Il ministro, a margine di un incontro al Coni, spera solo che il sistema "trovi la sua armonia". E promette di fare "quello che posso dal punto di vista normativo".

Abodi alza bandiera bianca su Malagò: “La candidatura? È un tema che lascio alla Lega di A, le scelte vanno rispettate”

Roma 16/12/2023 - Atreju: Festa Fratelli d’Italia / foto Image nella foto: Andrea Abodi

Sulla candidatura Malagò alla presidenza della Figc, Andrea Abodi non vuole più entrare. Il ministro per lo Sport ne ha parlato a margine dell’incontro “Giovani e sport”, organizzato al Salone d’onore del Coni dalla Conferenza nazionale Anci dei presidenti dei Consigli comunali. Gli hanno chiesto se i tempi siano maturi per la corsa di Giovanni Malagò, in vista delle elezioni federali del 14 dicembre:

“È un tema che lascio alla Lega di A così come alle altre componenti, le scelte sono individuali e vanno rispettate. La mia preoccupazione è semplicemente che questo sistema riesca a trovare la sua armonia nella diversità delle componenti stesse”.

Abodi e la candidatura Malagò

Il tono è molto diverso da quello di qualche settimana fa. Abodi e il presidente del Coni Buonfiglio avevano contestato a Malagò il requisito del tesseramento, e si era arrivati a parlare di commissariamento. Poi i giuristi della Figc hanno smontato quella tesi, e il 6 ottobre Malagò è stato votato all’unanimità commissario della Figc: la sconfitta di Buonfiglio e Abodi era diventata ufficiale. Malagò stesso, pochi giorni fa, alla domanda sulla ricandidatura aveva risposto “modestamente sì”.

Adesso il ministro passa la palla alla Serie A e alle altre componenti. Tra le righe c’è la presa d’atto che la partita è chiusa. Anche De Laurentiis lo aveva detto a modo suo: “Malagò in discussione? Purtroppo è la stupidità che governa l’Italia”.

“Fare quello che posso”

Abodi ha poi spostato il discorso sui temi di governo. Si è augurato che

“le nazionali raggiungano risultati ma anche che si consolidi la base, perché riprenda la sua spinta propulsiva e il movimento femminile cresca. E per il resto fare quello che posso dal punto di vista normativo per migliorare l’efficienza del sistema”.

Fino a un mese fa il ministro voleva decidere chi potesse candidarsi alla Figc. Ora si limita a sperare nell’armonia.