Abodi ha attaccato Bianchedi perché ha paura di andare sotto nel voto su Malagò
Repubblica: stava già accadendo nella votazione sulla Federazione Pesi, è stata la prova generale. Abodi e Buonfiglio hanno capito che potrebbero andare sotto e sono nervosi. Per Abodi i vice devono votare col presidente. E lei in serata si è dimessa dalla Nazionale

2T2C13M News - Ceo for Life awards Italia 2023 Andrea Abodi left, Giovanni Malago right during Ceo for Life awards Italia 2023, News in Rome, Italy, October 18 2023 Rome CEOforLIFE CLUBHOUSE - MONTECITORIO Italy Copyright: xAlessandraxCarlix/xLiveMediax LPN_1091555 Credit: Imago/Alamy Live News
Nervi tesissimi ai vertici dello sport italiano e del calcio. Quel che sta avvenendo nella politica del calcio non ha precedenti, eppure si fischietta, si fa finta di niente. L’obiettivo è far fuori Malagò dalla Figc, commissariato, con la scusa che non era tesserato al momento della candidatura. Nessuno se ne era accorto, o meglio nessuno lo aveva denunciato. Non interessava a nessuno, serviva Malagò in quel momento. Poi, si è capito che è una presenza troppo ingombrante, che fa di testa sua e fa anche ombra a tutti gli altri. E allora si è deciso di farlo fuori. In testa al golpe del cavillo ci sono il ministro dello Sport Abodi e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio che soffre tremendamente l’aura di Malagò e il suo ascendente su colleghi e media.
Il redde rationem ci sarà il 6 o il 7 nella giunta Coni
Il redde rationem è arrivato. Dopo Italia-Turchia, sarà convocata la giunta del Coni per discutere del commissariamento della Federcalcio. O il 6 o il 7 ottobre. Sedici gli aventi diritti al voto. Malagò non può votare perché direttamente coinvolto. Ma la vicepresidente vicaria del Coni Diana Bianchedi adesso può votare: si è messa da capo delegazione della Nazionale. Scrive la Gazzetta che secondo alcuni nemmeno il presidente del Coni Buonfiglio sarebbe poi così super partes in questa vicenda.

Insomma è cominciata la conta. Ed è questo che ha portato ieri prima all’attacco del ministro Abodi alla vicepresidente vicaria Bianchedi e poi alle dimissioni dell’ex schermitrice dal ruolo di capo delegazione della Nazionale (l’aveva nominata Malagò, nomina che aveva fatto andare su tutte le furie Buonfiglio).
Abodi l’ha attaccata perché sta cominciando a spaventarsi. Il ministro dello Sport – che ufficialmente dice di essere disinteressato alla vicenda (non ci crede nemmeno lui) – ha avuto una pericolosa avvisaglia quando si è votato per il commissariamento della Federazione pesi. La presidenza Buonfiglio ha seriamente rischiato di andare sotto.
L’attacco di Abodi a Bianchedi: o vota con presidente del Coni o si dimette da vice
A raccontare la vicenda è oggi Repubblica:
“C’è un antefatto. Bianchedi era stata protagonista di uno scontro in Giunta Coni solo due giorni fa, nella discussione sul commissariamento della Federpesistica dopo le dimissioni del presidente Miglietta e di sette consiglieri. Di fatto, era una prova generale a una settimana dal voto sulla Figc. Una conta. L’ex campionessa di scherma – con Di Paola e come la numero 1 della danza sportiva Lunetta, tutti fedelissimi di Malagò – aveva espresso parere contrario alla proposta di Buonfiglio, creando forti tensioni e il rischio di un ingorgo istituzionale”.

“”Non si è mai visto che due vice sconfessino il presidente”, ha tuonato Gianni Petrucci, che il Coni l’ha guidato fino al 2013. Alla fine, è stato proprio Malagò a superare l’impasse: ha annunciato il suo sì al commissariamento della Fipe, che è poi passato all’unanimità, evitando lo scontro. Ma il capo del calcio italiano è convinto che lo scenario sarà diverso quando si deciderà il destino della Figc, in odore di commissariamento per gravi violazioni relative alla candidatura del suo presidente”.
Insomma Malagò ha fatto capire che non è così a senso unico la votazione sul commissarimento della sua Federcalcio. E questo ha destabilizzato Abodi. Ieri il ministro ha attaccato Bianchedi (vicepresidente vicaria del Coni) così come l’altro vice Di Paola. Ha praticamente detto che non possono sempre votare contro, visto che il loro è un rapporto fiduciario. Insomma sono stati messi lì per votare con il presidente e basta.
Il ministro è preoccupato
Queste le parole di Abodi:
“I vicepresidenti hanno diritto e dovere di esporre un’opinione, ma se è sempre contraria devono fare una scelta». In serata il passo indietro: «Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono messi ingiustamente in discussione”.
Come a dire: o votate con Buonfiglio oppure dimettetevi.
Ora non è chiaro se il voto di Bianchedi sarà comunque considerato valido, la delibera potrebbe essere annullata. Il film è appena cominciato, è preferibile dotarsi di popcorn.