Abodi e Buonfiglio hanno scelto di coprire di ridicolo solo sé stessi (Zazzaroni)
Il direttore del Corsport giustamente maramaldeggia sui due protagonisti di una battaglia politica da cartoni animati, finita a tarallucci e vino per provare a salvare la faccia (ma non ci sono riusciti)

Db Zenica 31/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Bosnia Erzegovina-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Andre< Abodi-Luciano Buonfiglio-Gabriele Gravina
Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, comprensibilmente maramaldeggia. Raramente avevamo assistito a una figuraccia simile da parte delle istituzioni sportive, eppure non possiamo dire di non essere abituati. Ma francamente due mesi di incomprensibile battaglia politica finiti a tarallucci e vino, sono uno spettacolo memorabile persino per l’Italia della mediocrità. Il ministro dello Sport Andrea Abodi e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ne escono a pezzi e giustamente Zazzaroni non fa nulla per evitare di ricordarlo. Hanno provato a far fuori Malagò e per provare a salvare la faccia – ma non ci sono riusciti – ora lo fanno commissario di sé stesso.
Abodi, Buonfiglio e uno spettacolo da Circo Orfei
Zazzaroni scrive così a proposito di Abodi e Buonfiglio:
“Rischiano di perdere. Potrebbero gettare l’intero movimento nel ridicolo e starebbero optando per coprire del medesimo soltanto loro stessi. Come giudicare altrimenti la soluzione di commissariare la Figc mettendo nel ruolo di commissario lo stesso a cui si è mossa stolidamente la più insensata delle guerre?
Quindi benvenuti al Circo Aridatece Moira Orfei e ognuno scelga senza suggerimenti esterni chi è stato pagliaccio, chi domatore e chi soltanto incolpevole osservatore di uno spettacolo – dispiace rimarcarlo raccapricciante. Hanno perso i golpisti, si diceva e per ora, a parte Malagò (se uno vince per dodici anni e ti porta sul tetto del mondo forse lo stesso ha una certa propensione a non perdere) non ha vinto nessuno”.