Tuchel sta ancora elaborando il lutto della sconfitta con l’Argentina: “Un’agonia epica. E’ la mia cicatrice, una tortura”

In un documentario il ct dell'Inghilterra rivive il trauma della semifinale Mondiale: "Ci stavano attaccando, era come aspettare la morte. Le sostituzioni mi sembravano un modo per contrastare il loro calcio di m..."

Tuchel sta ancora elaborando il lutto della sconfitta con l’Argentina: “Un’agonia epica. E’ la mia cicatrice, una tortura”

England's German head coach Thomas Tuchel gestures on the touchline during the 2026 World Cup round of 16 football match between Mexico and England at the Mexico City Stadium in Mexico City on July 5, 2026. (Photo by Alfredo ESTRELLA / AFP)

Il processo – quasi nel vero senso della parola – che sta subendo e attraversando in Inghilterra Thomas Tuchel per l’eliminazione Mondiale è abbastanza singolare. Ci hanno imbastito una sorta di commissione d’inchiesta federale, e già che c’erano ci la Federcalcio ha prodotto pure un documentario. Nel quale Tuchel elabora il lutto della sconfitta con l’Argentina e di quelle “maledette” sostituzioni. Tra le altre cose il povero ct dell’Inghilterra dice che riteneva fossero l’unico modo per arginare il “calcio del chissenefrega” dell’Argentina. Nel titolo del Times la definizione è un più centrato “calcio di merda”.

“E’ come aspettare la morte”

Dopo che Tuchel era passato a una difesa a cinque – con l’Inghilterra avanti grazie al gol di Anthony Gordon al 55° minuto – l’Inghilterra ha finito per cedere alla pressione argentina, subendo nel finale i gol di Enzo Fernández e Lautaro Martínez. “Abbiamo concesso un’occasione enorme proprio prima della pausa per dissetarsi e ho pensato: ‘Ok, non sopravviveremo. È come aspettare la morte. Non abbiamo il possesso palla. Non stiamo difendendo bene'”, spiega Tuchel nel documentario.

L’Argentina gioca in modo molto, molto rapido. Scusate il linguaggio, ma è un calcio del tipo ‘chissenefrega’. Non abbiamo nulla da perdere. Mandiamo tutto al diavolo. Ci affrontano con quattro attaccanti: due ali, due punte e Messi”. E allora Tuchel ha sostituito Gordon con Ezri Konsa al 72° minuto e, dieci minuti più tardi, ha fatto entrare Dan Burn al posto di Reece James, e Nico O’Reilly al posto di Declan Rice.

“Nessuno soffre più di me”

“Abbiamo giocato come se mancassero quattro minuti, quando in realtà ne restavano da giocare 30 o 40”. Nessuno sa cosa sarebbe successo se ci fossimo schierati diversamente. Avremmo potuto farlo e magari perdere 2-1, e la gente avrebbe detto: è impazzito? È stata un’agonia di proporzioni epiche. Nessuno ne soffre più di me. È una tortura. Potete anche cercare di distruggermi, ma questa è la mia cicatrice. Non è la vostra. Sono io a doverci convivere, non voi. Qui comando io e prendo le decisioni; è una cicatrice che appartiene sia ai giocatori che a me.”