Operazione recupero Lucca. Allegri ci crede, e il calciatore? Domanda: ma perché non attacca la porta?
La Gazzetta: "Lucca è ritenuto all'altezza delle ambizioni del Napoli. Potrebbe diventare per Allegri una specie di nuovo Llorente"

Mg Udine 14/12/2025 - campionato di calcio serie A / Udinese-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Lorenzo Lucca
Allegri ci crede al recupero di Lorenzo Lucca. Forse più del calciatore. Ha fiducia in lui. Lo ha sempre fatto giocare. A Milano contro l’Inter. Con l’Arsenal. A Firenze addirittura mezz’ora. C’è una domanda sul centravanti che all’Udinese due stagioni fa è andato in doppia cifra. Perché non attacca la porta? Un centravanti dovrebbe essere naturalmente portato ad andare verso la porta avversaria, a finire in fuorigioco. Lui no. È successo contro l’Arsenal quando, all’ultimo minuto, De Bruyne – sbagliando perché avrebbe dovuto tirare – mise in mezzo quel pallone immaginando che Lucca tagliasse verso la porta avversaria. E invece il centravanti non spuntò, rimase fermo, anche bloccato dal difensore.
Lucca ritenuto all’altezza delle ambizioni del Napoli
La stessa scena si è ripetuta a Firenze su cross basso di Lobotka in area piccola. La posizione era la stessa e ancora una volta Lucca si è fatto bloccare dal difensore, non ha avuto l’istinto di tagliare e aggredire la porta. Perché? Si allena una mancanza simile o è un istinto naturale quello di dirigersi verso la porta avversaria quando la tua squadra ha il pallone nei pressi dell’area piccola? A livornese l’ardua sentenza.

Intanto anche la Gazzetta oggi si occupa del centravanti.
Scrive Vincenzo D’Angelo:
“Allegri sta cercando di recuperare Lorenzo, considerato comunque un attaccante all’altezza delle ambizioni del Napoli. Ora, però, c’è bisogno dei fatti: Lucca ha tre mesi per riscrivere la sua storia in azzurro. Ed evitare un altro addio.
Fiducia Allegri nelle sue squadre ha sempre avuto un giocatore con queste caratteristiche. E ha saputo esaltarlo. Lucca potrebbe diventare per Max una specie di nuovo Llorente: certo, meno tecnico, ma comunque con una presenza importante in area di rigore. Chili e centimetri ci sono, anche la disponibilità a sacrificarsi per la squadra. E l’idea di cambiare sistema di gioco, nasce anche dall’esigenza di garantire a Hojlund – e quindi pure a Lucca – più supporto, evitando serata di solitudine lì davanti”.