L’Allegri furioso nello spogliatoio del Napoli: pugni contro le pareti, parole pesanti per la prestazione

Il Mattino racconta il post-partita di Firenze nello stadio: Allegri inizia a dubitare di alcune scelte fatte questa estate dal club e da lui pienamente condivise

L’Allegri furioso nello spogliatoio del Napoli: pugni contro le pareti, parole pesanti per la prestazione

Db Milano 124/05/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Cagliari / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Firenze come Bologna. Oggi la furia è di Massimiliano Allegri, ieri era quella di Antonio Conte. Ma domenica al Franchi, al triplice fischio finale, è andata in scena la rabbia dell’allenatore livornese che anche alle tv non ha nascosto il proprio disappunto. Lo abbiamo scritto in ogni salsa: Allegri si è sentito tradito, è deluso. Non si aspettava una squadra supina nell’accettare il pareggio.

Il racconto del Mattino, a firma Pino Taormina, rende perfettamente l’idea:

“Improvvisamente sembra essere piombati indietro nel tempo, con un altro allenatore, Allegri, furioso contro il Napoli per una prestazione che ha considerato inaccettabile, per una prova troppo al di sotto di una squadra ambiziosa. Pugni contro le pareti, urla, parole pesanti per la prestazione, la minaccia che tutto debba cambiare velocemente perché non ha visto fame, rabbia, voglia di vincere.

L’Allegri furioso inizia a dubitare di alcune scelte

Quel giorno, Antonio Conte fece capire alla squadra che se ne sarebbe andato senza una svolta. De Laurentiis lo placò. Max fa intendere ai giocatori che così non si può andare avanti. Oggi, come allora, c’è una sosta.

E il suo j’accuse è stato impietoso, molto più di quello che poi ha mostrato in pubblico. Allegri non ha perso la fiducia in se stesso ma inizia a dubitare su alcune scelte fatte questa estate dal club e da lui pienamente condivise”.

Allegri è bello e caro ma è ambizioso e non è un fesso. È venuto a Napoli per prendersi una rivincita, per dimostrare che è ancora un allenatore vivo e vincente. Ha accettato la non campagna acquisti del club. E lo ha fatto anche perché credeva e crede nella rosa del Napoli. Ma i calciatori non rispondono come dovrebbero. E questo è inaccettabile.