Il petrolio dell’Azerbaigian in soccorso dell’Italia del calcio: quando è utile per gli affari, un dittatore è uno statista
Se non ci pensano i governi - nessun governo di nessun colore - a questi temi, perché mai dovrebbe farlo la Figc?

Dc Roma 29/01/2025 - Il Presidente della Repubblica incontra la Federazione Italiana Tennis / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’
Da un’azienda energetica a un’altra: esce Eni, entra Socar. In attesa di difendere la sua poltrona dall’assalto congiunto guidato dal governo e dal Coni, il numero uno della Federcalcio, Giovanni Malagò, ha siglato un accordo di sponsorizzazione con la potente compagnia statale azera. Curiosa anche la contrapposizione sugli sponsor che si verifica tra la Figc e la Lega serie A: la prima passa con Socar, la seconda resta con Eni, almeno fino alla fine del campionato. Ma cosa pensa la Lega del cavillo con cui si tenta di defenestrare Malagò? L’unico a esporsi con chiarezza è stato il presidente del Napoli De Laurentiis, favorevole a Malagò: gli altri aspettano di sapere dove soffia il vento.
Partner energetico globale delle nazionali italiane
Dunque, dal primo gennaio, Socar sarà “partner energetico globale delle nazionali italiane”: accordo valido fino al 31 dicembre 2030, con possibilità di estenderlo fino alla fine del 2032. Difficile pensare che ciò non accadrà: il 2032 è giusto l’anno degli europei, organizzati congiuntamente da Italia e Turchia. E i rapporti tra Turchia e Azerbaijan sono talmente stretti da essere riassunti nella parola d’ordine “due stati, una nazione”.
In più, il gruppo azero ha perfezionato lo scorso maggio l’acquisizione della Italiana Petroli, famosa per il marchio IP, ed è tra i soci del Tap, il gasdotto che trasporta il gas naturale dall’Azerbaijan in Italia: insomma, una presenza crescente e sempre più strategica

Riserbo sulle cifre dell’accordo, anche se si fa filtrare una somma decisamente più cospicua rispetto a quella garantita fino al 31 dicembre prossimo da Eni.
Domande ingenue: ma il fatto che l’Azerbaijan sia sostanzialmente una satrapia della famiglia Aliyev? E i metodi genocidi usati contro gli armeni del Nagorno-Karabakh?
Risposte facili facili: ma se non ci pensano i governi – nessun governo di nessun colore – a questi temi, perché mai dovrebbe farlo la Figc? Del resto, si sa che, nel mondo capitalista, la differenza tra un dittatore e uno statista è variabile: finché non è utile per gli affari è un dittatore, ma quando fa comodo diventa per incanto uno statista.