De Laurentiis spiega perché a Bottura, a 500 euro (o a chef tre stelle), preferisce la trattoria di San Giovanni Persiceto
"Bottura e qualsiasi chef tristellato per farmi pagare 500 euro mi dà 12 portate e io creo all’interno del mio organismo una chimicità di contrapposizione di elementi e non sto bene. In trattoria no"

Chef Massimo Bottura poses in the kitchen of the "Hotel de Paris", in Monaco, on March 23, 2023. (Photo by Valery HACHE / AFP)
De Laurentiis mattatore alla stampa estera. Ha parlato di tutto di più in occasione del premio alla carriera che gli è stato conferito. E ha parlato anche di cucina.
Un giornalista gli chiede del Mondiale per club, se e quanto interessi alle società.
De Laurentiis tra gastronomia e Mondiale per club
De Laurentiis risponde e la risposta include un viaggio nella gastronomia.
“Nei budget dei club mancano sempre delle entrate, quindi qualunque entrata viene presa nella dovuta considerazione. Anche se, come le ho detto, un grande problema del calcio contemporaneo è che si gioca troppo, questo riduce il valore stesso della competizione”.

E qui parte l’incursione nella gastronomia.
“È come quando lei in un pranzo si rifugia nell’idea del recupero post bellico. Nel dopoguerra esisteva il pranzo della domenica, con le pastarelle che in genere venivano portate dall’ospite. Venivamo da anni di sofferenza, oggi siamo quasi tutti a dieta. Non siamo tutti malnutriti come allora. Oggi dobbiamo stare molto attenti. Se io vado da Bottura o vado da un altro grande cuoco tristellato e lui per farmi pagare 500 euro un pranzo mi mette dodici portate, io creo all’interno del mio organismo una chimicità di contrapposizione di elementi e alla fine non sto bene. È chiaro il ragionamento? Se io invece vado a mangiare nella migliore trattoria italiana che sta a San Giovanni Persiceto, vicino Bologna, e mi faccio un pranzo ma non con due olivette dentro come se fosse un quadro. Ma un pranzo con 120 grammi di roba e basta, me ne vado “come sono stato bene”, è diverso”.

“Io sono per il modello americano, senza retrocessioni”
La stessa cosa è il calcio. Se faccio un campionato migliore, con sedici squadre, magari più potenti, con una sola retrocessione che se la deve giocare con due squadre della B per vedere se quelle della B possono competere dal punto di vista sportivo e finanziario.
Io sono per il modello senza retrocessioni, come nel basket americano. Dove sono tutti felici e contenti. E non è vero che non c’è il tifo. Ho visto città impazzite di tifo. A vedere i Lakers c’è sempre un’atmosfera pazzesca e lì un biglietto può costare anche 50mila dollari, lo sapete. Secondo me si gioca troppo, è un problema che mettono sempre a tacere perché vogliono andare avanti, ognuno difende le proprie posizioni. Il prossimo mondiale per club è nel 2029, è tra tre anni, non so dove sarà il calcio mondiale ed europeo”