Buonfiglio irritato perché i giornalisti erano tutti dal vip Malagò: “La prossima volta me ne vado”.
Il Corsport. Così il presidente del Coni sta portando avanti con zelo l'operazione di far fuori Malagò. Una lunga serie di screzi al suo predecessori. Non perde occasione per nascondere la propria irritazione nei confronti del collega più celebre

La tribuna dell'Olimpico: il ministro Abodi, il presidente della Figc Malagò, il presidente del Coni Buonfiglio
C’eravamo tanto amati, per modo di dire. Il Corriere dello Sport, oggi con Paolo De Laurentiis, chiarisce bene e spiega i rapporti tra l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò e il nuovo Luciano Buonfiglio.
L’episodio di ieri è emblematico.
“Ieri si è ribaltato il mondo: il teatro è la Giunta Coni convocata in fretta e furia per il commissariamento della Fipe (la Federpesi). A Giunta finita, mentre Malagò viene circondato dai giornalisti, il presidente Buonfiglio vorrebbe – da numero uno del Coni e neo commissario della Fipe – fare il suo punto stampa, riuscendoci solo al secondo tentativo e con un piccolo gruppo di colleghi. Quando gli altri – dopo aver ascoltato Malagò – si aggregano, Buonfiglio sbotta: “Non accada mai più che io stia qui ad aspettarvi, la prossima volta me ne vado””.
Una lunga serie di screzi di Buonfiglio a Malagò

Il presidente del Coni – che grazie alla vicenda Malagò ha acquisito una notorietà prima sconosciuta – è in prima fila e lo ha ribattuto a più riprese nell’operazione “cacciamo Malagò dalla Figc”. Quello che abbiamo definito il golpe del cavillo. Buonfiglio si sta rivelando un soldato efficientissimo. Sta provando in tutti i modi – e ci sta riuscendo – a portare avanti l’operazione e a chiuderla con successo.
Il Corsport ricorda una serie di stoccate di Buonfiglio a Malagò: l’esclusione di Sofia Goggia tra i tedofori di Milano-Cortina; Benedetta Pilato non più portabandiera dei Giochi del Mediterraneo a Taranto come annunciato da Malagò. Al suo posto ci furono Irma Testa e Filippo Tortu. Poi c’è stato il caso Bianchedi.
Il governo non deve nemmeno intervenire, sta facendo tutto Buonfiglio che forse non vedeva l’ora di di commettere il parricidio politico.
Come scrive il Corsport:
“La sensazione è che la politica abbia ottenuto, in un modo o nell’altro, quello che voleva: non è necessario intervenire (“Non vorrei essere costretto a farlo”», così giorni fa il ministro Abodi e il destinatario sembrava proprio il Coni), il mondo dello sport sta implodendo da solo”.