Per Libero l’Arsenal non è ingiocabile, è Allegri che è arretrato
Il giornale roccaforte dell'Inter dimentica che un anno fa a Milano l'Arsenal diede tre pere a Chivu, uscito sconfortato. Eppure il ragionamento sul Napoli tiene: lo 0-1 nasconde una prestazione difensiva pessima e un'idea di calcio datata.

Db Milano18/02/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Como / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
La tesi è netta: l’Arsenal non è ingiocabile, è semmai Allegri ad essere “arretrato” — non nelle posizioni in campo, ma nella cultura calcistica, un allenatore fermo a un’idea di gioco che il calcio del 2026 ha superato. Lo sostiene Giovanni Savelli su Libero, ribaltando la lettura dominante. Il problema del Napoli non è Allegri, si legge, ma Allegri era l’uomo chiamato a risolvere i problemi del Napoli, e così, inevitabilmente, è diventato un problema a sua volta. Soprattutto perché non pensa di esserlo: è convinto che nel calcio “conti solo una cosa, la scelta giusta”, e che a certi livelli la scelta tecnica sposti le partite. Ed è per via di questa retorica che in Italia lo 0-1 con i Gunners viene raccontato come una sconfitta dignitosa.
Perché l’Arsenal non è ingiocabile: lo dicono gli xG
A un’analisi appena più profonda, argomenta Savelli, il passivo minimo appare del tutto casuale: se il Napoli rigiocasse dieci volte quella partita nello stesso modo, la perderebbe dieci volte con scarti ben più larghi. Perché, a dispetto del singolo gol subìto, i vicecampioni d’Italia non hanno affatto difeso bene. Gli xG, i gol attesi, non saranno il vangelo ma offrono una buona sintesi: da quando Opta traccia il dato, Napoli-Arsenal (4.05) e Inter-Napoli (3.86) sono state le due gare in assoluto in cui gli azzurri hanno concesso più “xG contro”. Cioè le due in cui hanno difeso peggio — come squadra, s’intende, perché non è solo la difesa a difendere. Un quadro che avevamo già documentato con gli stessi numeri di Opta.
Allegri rifiuta la complessità del calcio del 2026
Non si può accettare la retorica dell’Arsenal “ingiocabile”: certo è più forte, più pronto, più tutto, ma il Napoli ha scelto liberamente come affrontarlo, per giunta in un modo che non esalta le caratteristiche dei calciatori a disposizione. Il motivo, per Savelli, è semplice: Allegri rifiuta la complessità del gioco contemporaneo e pretende al tempo stesso di governarla con strumenti troppo semplici e semplicistici. Se sono questi gli unici mezzi dati ai giocatori per affrontare le squadre del 2026, allora è inevitabile faticare — e perdere tre delle prime quattro partite stagionali per la seconda volta negli ultimi 60 anni, la prima nell’era De Laurentiis, visto che non accadeva dal 2000. Ecco perché la sfida di domenica al Bologna è già stata definita da alcuni giocatori “una finale”.
L’obiezione: anche l’Inter di Chivu si inchinò all’Arsenal
Un’obiezione, però, va posta proprio al giornale-roccaforte dell’Inter. Perché se l’Arsenal davvero non è ingiocabile, allora andrebbe ricordato cosa successe appena lo scorso gennaio a San Siro: i Gunners passeggiarono in casa nerazzurra vincendo 3-1, e a fine gara fu lo stesso Cristian Chivu a piegarsi all’evidenza. “L’Arsenal meritava di vincere, ha sfruttato le occasioni ed è stato più forte di noi”, disse a Sky e ripreso dalla Gazzetta dello Sport, ammettendo persino che l’Inter era ormai “pronta a giocare i playoff” di Champions. Insomma: la stessa squadra che oggi verrebbe usata per bocciare l’atteggiamento di Allegri, un anno fa aveva costretto anche l’Inter a incassare tre gol e a riconoscerne la superiorità. Il che non assolve del tutto le scelte del tecnico del Napoli, ma ridimensiona la lettura secondo cui basterebbe non arretrare per giocarsela alla pari con i vicecampioni d’Europa.