Amorim da messia ad allenatore incomprensibile, la stampa italiana sta cominciando a raffreddarsi
La rassegna stampa post Benfica: "gioco noioso", "formazione incomprensibile", "come non si deve giocare a calcio", "è cocciuto", "Silva del Benfica gli impartisce una lezione di calcio"

Db Milano 16/09/2026 - Europa League / Milan-Benfica / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Ruben Amorim
La sconfitta del Milan in casa 0-2 contro il Benfica
Comincia ad appassirsi l’entusiasmo per Amorim ennesimo nuovo profeta del football che era sbarcato a Milano per mostrare finalmente calcio. La grancassa mediatica ha accompagnato i primi mesi del tecnico portoghese che ieri sera – pronti via – ha perso in casa in Europa League contro il Benfica inzeppato di riserve. Anche Amorim ha schierato una sorta di squadra B. Incomprensibilmente perché il Benfica domenica ha il Porto, il Milan invece il Lecce a San Siro.
La stampa italiana comincia a perdere entusiasmo per il portoghese, anche se è presto.
Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport è abbastanza impietoso:
“La partita del Milan è stata la sintesi perfetta di come non si deve e non si può giocare a calcio. Tanta rotazione, è vero, forse perfino troppa, ma anche il Benfica, atteso domenica dallo scontro al vertice col Porto, aveva i pezzi migliori in panchina, tanto per dire Pavlidis e Prestianni sono rispettivamente il capocannoniere e il vice capocannoniere del campionato portoghese.
Non c’era niente sulla sponda rossonera che facesse pensare a qualche pericolo in area portoghese, non c’era gioco, non c’erano le distanze giuste, non c’era pressione, non c’era attacco, non c’erano gli spunti dei due trequartisti Cisse e Hutchinson, completamente estraneo alla partita, e non c’era il malcapitato Gonçalo Ramos, mai raggiunto da un pallone neanche per caso. Ignorato”.

Il Milan ruminava un calcio noioso e senza sbocchi
Il Corriere della Sera con Carlos Passerini scrive di
“formazione iniziale incomprensibile, un turnover eccessivo che ha consentito a un ottimo Benfica di dominare in lungo e in largo nel primo tempo”. E poi:
“A pesare non è solo la sconfitta, che obbliga i rossoneri a recuperare subito punti e strada nelle due complicate trasferte di Salisburgo e Bournemouth per rimettersi in corsa in Europa League, ma il segnale di una squadra ancora troppo sperimentale.”
Poi la Gazzetta con Sebastiano Vernazza:
“San Siro ha fischiato con rassegnazione, i tifosi si sono abituati a questo andazzo devastante”.
“Il Milan ruminava un calcio noioso e senza sbocchi. I rossoneri non sapevano come creare la superiorità. Non la trovavano con il gioco, fantasmatico ai limiti dell’inesistenza, e neppure con le giocate individuali”.
Il Giornale con Franco Ordine:
“Poi c’è il turn over del Milan di Amorim che è discutibile nella forma e nella sostanza”.
E ancora: “Così matura la prima sconfitta della stagione per Amorim e il suo calcio indecifrabile che invece di compiere progressi sembra fare una marcia indietro pericolosa”.

Silva impartisce una lezione di calcio ad Amorim
Libero, che pure aveva salutato l’arrivo di Amorim, come una boccata d’ossigeno dopo l’asfittico anno allegriano, scrive con Federico Strummolo:
A metà settembre il Milan è ancora un cantiere aperto.
Al tecnico portoghese va concesso tempo, ma in una piazza come quella rossonera i risultati non possono tardare eccessivamente. Anche perché ci sono sconfitte e sconfitte. E in questo caso Silva offre una lezione di calcio ad Amorim. Il tecnico del Benfica ingabbia il collega stravolgendo il proprio piano tattico. Rispetto alle aspettative, gli ospiti limitano la pressione senza palla e inceppano il Milan con tanta densità in mezzo e difendendo con un blocco a cinque.
Chiudiamo con Repubblica a firma Andrea Sereni:
Amorim sta cercando l’alchimia giusta, deve sbrigarsi a trovarla. Va avanti con le sue idee, è cocciuto, a volte troppo. Ieri Modric ha guardato la partita dalla panchina, Rabiot ha giocato solo una manciata di minuti. Di più, sulla corsia destra Chukwueze ha mostrato limiti evidenti in fase difensiva: farlo giocare a tutta fascia sembra un azzardo eccessivo. Prima della partita Amorim ha ammesso che la rosa non ha “le caratteristiche perfette” per il suo gioco: “Se devo fallire, è meglio che lo faccia alla grande. Voglio aiutare questo club, non so se avrò il tempo necessario”.