Spalletti boccia Kolo Muani e si toglie i sassolini dalle scarpe: “Ora è in debito, deve restituirci tutto”

La Juve batte il Frosinone 1-0, ma il vero spettacolo è la pagella pubblica di Luciano Spalletti. Bocciato il centravanti francese, "in debito" col tecnico. E, di riflesso, una stoccata anche al club: "Anch'io ero finito sul mercato, quindi…". Repubblica racconta un allenatore che, alla prima, mette tutti in riga.

Spalletti boccia Kolo Muani e si toglie i sassolini dalle scarpe: “Ora è in debito, deve restituirci tutto”

Mg Milano 14/02/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

Bocciato al primo giorno di scuola. Come racconta RepubblicaLuciano Spalletti fa già le pagelle e quella di Kolo Muani è un disastro: per il tecnico della Juventus il centravanti francese non è ancora pronto per guidare il reparto. La Juve ha piegato il Frosinone per 1-0 dopo aver buttato via due gol quasi fatti, salvata solo dal difensore Bremer che “ha la delega all’attacco”: ci ha messo la testa il brasiliano quando avrebbe dovuto metterci i piedi Kolo, gioiello da 50 milioni che davanti alla porta “s’è dimenticato come si calcia”.

Spalletti boccia Kolo Muani: “In debito, deve restituirci tutto”

Gli errori sotto porta, l’allenatore bianconero se li è legati al dito. Prima la stilettata: “Non gioca da due anni, un motivo ci sarà”. Poi la bocciatura piena:

“Ora Kolo è in debito e deve restituirci tutto. Lo abbiamo cercato, lo abbiamo coccolato e sappiamo qual è il suo valore, ma deve rendersi conto che bisogna segnare. A volte si crede di essere di un livello eccezionale e invece ha lasciato qualcosa da parte e deve andarla a riprendere”.

Parole durissime verso l’attaccante inseguito per un anno intero, destinate a lasciare il segno.

I sassolini verso il club: “Anch’io ero finito sul mercato”

Perché la frecciata, di riflesso, colpisce anche i vertici della Juventus. “All’inizio dell’estate non c’era nulla di certo. Anche io ero finito sul mercato, quindi…”. Spalletti non ha ancora finito di togliersi i sassolini dalle scarpe, e proprio da quel mercato ora pretende l’assist per rifare un reparto che non funziona da anni: VlahovicDavid e ora Kolo, bacchettato alla prima da titolare. La dirigenza ha colto il messaggio: Carnevali, Ottolini, Massara e Chiellini si sono riuniti in campo prima del fischio d’inizio, in una sorta di vertice fuori programma per accontentare il tecnico.

L’attacco da rifare: Spalletti vuole Zirkzee

Il centravanti che Spalletti sogna è Zirkzee del Manchester United, ma prima bisogna piazzare l’esubero David, che però fa muro e non vuole cambiare aria. Stesso discorso a centrocampo: se Koopmeiners non parte, niente Kessié. Dalla gara, intanto, il tecnico ha avuto solo la conferma di ciò che già sapeva: l’attacco non funziona. Conceição e Kolo “hanno fatto la gara a chi sbagliava di più sotto porta”, Yildiz non è mai entrato in partita e di Alajbegovic, pagato 35 milioni, “nemmeno l’ombra”.

A completare il quadro, il solito rebus portiere: sull’incrocio dei pali centrato da Calvani al 93′ a guardare c’era Perin, ormai promesso al Palermo (al suo posto il polacco Grabara), rientrato tra i pali solo per i crampi di Vicario. Per il gol decisivo, Bremer — al 13° centro in bianconero — ha approfittato del concorso di colpe tra il portiere Palmisani e il terzino Monterisi. Insomma, Spalletti deve forse ringraziare più il Frosinone dei suoi giocatori: tre punti d’oro al debutto, non la certezza di aver risolto i mali della scorsa stagione. E così, mentre chiede all’ambiente uno scatto, continua a guardare anche in casa Napoli.