Mourinho annacqua il razzismo contro Vinicius in bullismo. El Paìs: “Così anche lui ha le sue colpe”

"Ritorniamo così su un terreno molto più familiare e confortevole in cui ogni insulto può trovare la sua giustificazione e ogni vittima la sua parte di colpa"

Mourinho annacqua il razzismo contro Vinicius in bullismo. El Paìs: “Così anche lui ha le sue colpe”

Db New Jersey (Stati Uniti) 09/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Paris Saint Germain-Real Madrid / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Vinicius Junior

Non più razzismo, ma bullismo. Una sorta di riscrittura, di downgrade che trasforma il caso Vinicius in un altra cosa, scrive El Paìs. E questo aggiornamento lo dobbiamo – scrive il giornale spagnolo – a Mourinho. Non è solo una questione lessicale.

“Il nuovissimo allenatore del Real Madrid sembra aver optato per un nuovo approccio, un riorientamento del caso: il bullismo degli avversari e del pubblico rivale nei confronti del suo calciatore. Non è un brutto colpo, soprattutto se ignoriamo quanto sopra e tralasciamo gli episodi razzisti che Vinicius Jr. ha subito nel corso della sua carriera, compresi quelli già citati e sanzionati”.

“La denuncia di Mourinho porta nuove sfumature sulla scena, anche nuovi attori. Sono molti i media del nostro Paese che si sono sentiti a disagio con il dibattito sul razzismo: o non ci sono abituati oppure hanno flirtato direttamente con questo tipo di postulati per le cause più diverse. Con il bullismo non si corrono rischi, non si pestano i calli sbagliati, non si delude lo spettatore che prova avversione per chi è diverso, che sia calciatore o venditore di borse a Lavapiés. E offre un vantaggio straordinario: permette di continuare a distribuire le responsabilità”.

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Il razzismo è meno negoziabile

Se Vinicius Jr. è vittima di bullismo sarà perché c’è uno o più bulli, ma anche perché c’è qualcosa in lui che provoca quella reazione. Potrebbe essere semplicemente il suo carattere. O i suoi gesti, le sue danze, le sue proteste e anche il modo in cui esulta per i gol. Ritorniamo così su un terreno molto più familiare e confortevole in cui ogni insulto può trovare la sua giustificazione e ogni vittima la sua parte di colpa. Lo stesso non vale per il razzismo, che è meno negoziabile. Si può sempre discutere se Vinicius Jr. provochi il pubblico e i rivali, ma è un po’ più difficile spiegare quale provocazione giustifichi chiamare una persona una “scimmia”. Forse è per questo che la parola scelta da Mourinho genera più quorum: non nega ciò che sta accadendo, semplicemente lo rinomina”.

“Forse nelle prossime partite Mourinho scoprirà che il problema non è mai stato il comportamento di Vinicius Jr., ma piuttosto che troppe persone credevano di avere il diritto di decidere come dovesse comportarsi semplicemente perché era nero. Non è che mancassero prove o denunce, ma ora abbiamo un’altra diagnosi che finalmente tutti sembrano disposti ad ascoltare”.