Il signore degli anelli che ritrova le fedi smarrite nel mare del Cilento: “Facciamo ri-sposare la gente”

Francesco Colucci ha una pagina Fb che funziona da pronto soccorso: in sei anni il suo gruppo ha ritrovato centinaia di gioielli ormai perduti. Anche il mio

Il signore degli anelli che ritrova le fedi smarrite nel mare del Cilento: “Facciamo ri-sposare la gente”

Avevo perso la fede. Un distacco improvviso, impercettibile. Allora, accantonati gli spiritualismi, ho chiamato il signore degli anelli. Che ha un nome e un cognome – Francesco Colucci – e una missione autoimposta: “Sono quello che vi fa ri-sposare”. Che detta così, a freddo, rischia di essere un messaggio controproducente. Ma lì fuori, l’estate nasconde un esercito di mogli e mariti con l’anulare vacante, disperati per il simbolo perduto (e per il costo al grammo dell’oro). La fede è un bene rifugio oggi, in moltissimi sensi.

Francesco dunque soccorre. Come un Mister Wolf con la mezza muta al posto dello smoking. Ripescando quando possibile (ed è incredibilmente MOLTO possibile, ho scoperto) su commissione. Si aggira per le spiagge della bassa Campania con un’attrezzatura ipertecnologica e dei cuffioni aeroportuali, sempre un “collega” a supporto. Da Salerno al profondo Cilento, dragando acque basse, bagnasciuga, col sole o di notte. Un po’ d’attesa, la curiosità dei vicini d’ombrellone, poi eccola che rispunta, la fede: “Che c’è scritto dentro?” Se sbagli nome sei morto, ma non sbaglia mai nessuno, figurarsi. In genere scatta l’ovazione, gli applausi dei miscredenti, ogni tanto la commozione dello sposo/a. Ogni volta che Colucci è al lavoro, un gioielliere bestemmia sommessamente.

fedi

Pronto soccorso fedi smarrite

Ha 39 anni, prima lavorava sulle navi, ora a terra per un’azienda. Per la ricerca del mio tessoooooroooo lo ha accompagnato Domenico Pastena, che da “civile” ha un’autoscuola ad Avellino. Lo fanno da più di 6 anni. Li ho rintracciati grazie ad un link passato da un’amica. La sua pagina su Facebook “Fede Smarrita Salerno Cilento” funziona come un pronto soccorso. Lui li chiama “interventi” non a caso. Ha ormai una casistica di centinaia di preziosi ritrovati. Dice che la percentuale di riuscita è del 90%, se si torna nel luogo del delitto non più tardi di un paio di settimane. Ma a volte l’anello rispunta anche dopo mesi. È una questione di fede, per l’appunto. Ma soprattutto di tigna, tecnica, studio. Se pensate che basti lo strumento, ecco: proprio no. Parlando con Francesco mi si è aperto un mondo… sommerso.

“Io sono il responsabile di Salerno e provincia dell’associazione Sos Metal Detector, ma siccome è una associazione Nazionale per accorciare la catena di contatto ho creato la pagina Facebook”. Non chiedono soldi, non fanno prezzi, ma è poi il singolo “cliente” soddisfatto a rimborsarli per le spese sostenute, con un regalo volontario. Tra spostamenti, carburante, utilizzo delle attrezzature e i carissimi parcheggi estivi delle zone balneari, il servizio ha un costo evidente. A volte servono ore, altre volte (come nel mio caso) appena dieci minuti.

Cacciatori di fede

“Chi chiamerai?”

“Tutto nasce per gioco, per aiutare un amico che aveva smarrito un oggetto, mi sono messo a studiare, imparando dai metal detector più economici e meno professionali fino a quelli che usiamo ora, da circa 2.000 euro. Ci sono settaggi da fare per ogni tipo di fondale marino, ci sono attrezzature correlate. Serve esperienza”.

Al momento è un lavoretto estivo, per così dire: “Negli anni sicuramente abbiamo superato centinaia di anelli. Per noi sono una sfida, un oggetto da trovare nel fondale, ma per le persone rappresentano emozioni, ricordi, magari anelli lasciati dai genitori, nonni. Pochi giorni fa a Castellabate, mentre cercavamo c’erano 200 persone in acqua e 300 sulla spiaggia, quando ho sollevato l’anello c’è stato un boato”. Una volta hanno strappato alle onde un anello che valeva 5.000 euro.

Colucci dice che per avere più chance bisogna memorizzare il punto di caduta, non chiedere aiuto ad altri bagnanti in spiaggia e soprattutto evitare di cercare autonomamente con rastrelli o retini, che possono finire per spostare o affossare l’anello. Insomma, sarebbe meglio non perderla mai, la fede. Ma se succede meglio affidarsi ai professionisti. I signori dell’anello. I ring-busters. Sai quante volte gliel’avranno fatta, ‘sta battuta.