Il Barcellona preferisce la “festa” indipendentista alla celebrazione dei suoi campioni del mondo con la Spagna
Il club ha cancellato l'omaggio ai suoi otto nazionali e ha distribuito 10.000 bandiere indipendentiste. Per alcuni, però, è stata un flop. Le diverse letture dei giornali spagnoli

Supporters wave Catalan flags during the Spanish league football match between FC Barcelona and Athletic Club Bilbao at Camp Nou Stadium in Barcelona on August 27, 2026. (Photo by Josep LAGO / AFP)
La nazionale campione del mondo, ma della Spagna solo un po’. I festeggiamenti al ritorno in campionato degli “eroi” di questa estata è andata a sbattere contro una questione politica troppo radicata: l’indipendentismo di Catalogna e Paesi Baschi. Il culmine della tensione al Camp Nou prima di Barcellona-Athletic Bilbao: il club ha annullato la passerella per i suoi otto campioni del mondo preferendo la “la rivendicazione identitaria” come la chiama El Paìs, che racconta la distribuzione di 10.000 bandiere indipendentiste come protesta per l’arresto violento, a Elche, di un giovane tifoso la settimana prima. Laporta ovviamente è finito nel calderone che aveva cercato.
10.000 esteladas
El Mundo racconta gli spalti “praticamente invasi da questo simbolo indipendentista. Tanto che era impossibile non ripensare ai tempi in cui la maggior parte dei tifosi del Barcellona si esprimeva con maggiore veemenza in tal senso, proprio in concomitanza con l’apice del movimento indipendentista catalano di pochi anni prima, che aveva scosso il panorama politico sia in Catalogna che in Spagna. L’avversario che avrebbero dovuto affrontare, l’Athletic Bilbao, sembrava a tutti gli effetti il più adatto, nonostante i rapporti tra le due tifoserie siano attualmente tesi a causa del mancato acquisto di Nico Williams. La squadra i cui tifosi avevano sempre fischiato l’inno nazionale spagnolo in occasione delle finali di Copa del Rey era, in questo caso, il bersaglio di quel gesto da parte di una sezione dei tifosi del Barcellona. Un tifoso particolarmente agitato ha rotto il minuto di silenzio in memoria dei membri scomparsi del club con un’invettiva terribilmente irrispettosa contro la Spagna, urlata a squarciagola”.

“Due ore e mezza prima del fischio d’inizio, un gran numero di tifosi si aggirava già intorno allo stadio Camp Nou. La stragrande maggioranza indossava solo magliette, sciarpe e altri accessori nei colori del Barcellona. Praticamente gli unici riferimenti alla bandiera catalana erano rappresentati dalle vecchie maglie da trasferta o dalla terza maglia, come quelle delle stagioni 2013-14, 2020-21 e 2022-23. La distribuzione delle bandiere indipendentiste catalane (esteladas), organizzata da associazioni pro-indipendenza come l’ANC (Assemblea) e l’Òmnium Cultural, in questo caso non era prevista prima delle 19:30. Tuttavia, poco prima, si potevano già vedere molti tifosi portare le loro bandiere direttamente da casa. Molte erano legate al collo, come una sorta di mantello, richiamando un’altra fonte di ispirazione per la multinazionale di abbigliamento sportivo che veste la squadra del Barça, che ha disegnato un’altra delle sue maglie con i colori della bandiera catalana. Naturalmente, senza la stella, in questo caso. Quel simbolo sulla divisa, finora, è stato osato indossare solo dalla modesta squadra di Figueres, 11 anni fa”.
Il popolarissimo Chiringuito ha criticato (eufemismo) Laporta, alzando un po’ di polvere su un evento che in Spagna ha avuto – come spesso – accade letture molto diverse.
🗣️ “La intervención policial no debe ser excusa para obviar el homenaje a los campeones”.
🗣️ “Una intervención NO tiene un carácter político”.@segarra_carlos, expolicía y abogado, en #ChiringuitoPolémica. pic.twitter.com/10kWjB7y8o
— El Chiringuito TV (@elchiringuitotv) August 27, 2026
Per alcuni è stato un flop
Il quotidiano ABC per esempio smonta la narrazione vittimistica del Barcellona, scrivendo esplicitamente di “un nuovo capitolo del separatismo catalano, che ha strumentalizzato l’arresto di un tifoso per trasformare l’omaggio ai campioni del mondo in un atto di esaltazione”. ABC dà ampio spazio alla smentita delle forze dell’ordine: il sindacato di polizia definisce l’intervento “impeccabile e proporzionato”, chiarendo che il giovane non è stato fermato per la bandiera, ma perché quest’ultima è stata “usata come elemento di provocazione e accompagnata da cori razzisti”, culminando con un “pugno direttamente al volto di uno degli agenti”. Viene inoltre evidenziata l’ipocrisia del club, ricordando che in passato “il Barcellona ha rimosso le bandiere spagnole dal suo stadio” con il pretesto della visibilità pubblicitaria.
Nonostante il clima di tensione “artificialmente” sollevato – sfociato in cori come “Puta España y puta Selección”, scrive El País, la protesta non ha attecchito come sperato. Il giornale evidenzia anche che tra chi sventolava le bandiere ci fossero molti turisti che non sapevano cosa facevano. Siamo ABC País concordano sulla natura effimera della protesta: le bandiere sono rimaste visibili per “solo pochi minuti” e, non appena la palla ha iniziato a rotolare, si è tornati ai vecchi cori da stadio. Con buona pace di Joan Garcia, Eric Garcia, Cubarsì, Pedri, Gavi, Olmo, Rodri e Lamine Yamal che non sono stati festeggiati.