Processo Maradona, lo psicologo Díaz rivela in aula: “Oltre alle dipendenze, era bipolare e narcisista”
Lo psicologo Carlos Díaz, ultimo professionista a seguire Maradona prima della morte, ha deposto al processo di San Isidro rivelando che Diego soffriva di disturbo bipolare e disturbo narcisistico della personalità, oltre alle dipendenze. Díaz ha dichiarato che Maradona era sobrio da 23 giorni quando è morto e che voleva disintossicarsi. Sono sette gli imputati accusati di omicidio con dolo eventuale.

Al processo per la morte di Diego Armando Maradona, lo psicologo Carlos Díaz ha deposto al tribunale di San Isidro rivelando per la prima volta i disturbi psicologici di cui soffriva il Diez. Díaz, ultimo psicologo a seguire Maradona prima del decesso avvenuto il 25 novembre 2020, ha dichiarato: “Oltre allo spettro delle dipendenze, c’erano un disturbo bipolare e un disturbo narcisistico della personalità da trattare”. Lo riporta Infobae.
Díaz ha raccontato di aver conosciuto Maradona 29 giorni prima della sua morte, il 26 ottobre 2020. Il primo impatto fu forte: “La prima immagine che vidi mi colpì perché mi ricordò mio padre alcolista”. Ma già dal secondo incontro, il 12 novembre, lo scenario era diverso: “Lo trovai eccezionale, molto sobrio, lucido, presente e soprattutto desideroso di guarire”.
Cosa ha detto lo psicologo Díaz sulla dipendenza di Maradona?
Secondo Díaz, l’abuso di sostanze di Maradona era strettamente legato ai suoi successi sportivi: di fronte alla frustrazione, non aveva strumenti per affrontarla. Lo psicologo ha spiegato che il quadro clinico era reso ancora più complesso dalla compresenza di tre patologie croniche: la dipendenza, il disturbo bipolare e il disturbo narcisistico della personalità.
La parte più dura della deposizione ha riguardato gli ultimi giorni. Díaz ha dichiarato: “Maradona ha iniziato consumando ogni giorno ed è morto dopo 23 giorni di astinenza. Ero convinto che il paziente volesse disintossicarsi. Le prove lo dimostravano, il referto tossicologico lo dimostrava”. E ha aggiunto: “Non ho preso un centesimo per tutto questo. Volevo aiutare Diego”.
Chi sono gli imputati nel processo per la morte di Maradona?
Il processo bis, iniziato dopo che il primo procedimento era saltato nel 2025 per irregolarità processuali, vede sette imputati accusati di omicidio con dolo eventuale, con pene fino a 25 anni di carcere: il neurochirurgo e medico personale Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo stesso psicologo Carlos Díaz, la dottoressa Nancy Forlini, il medico Pedro Di Spagna, il coordinatore infermieristico Mariano Perroni e l’infermiere Ricardo Almirón.
Secondo i periti, le cure prestate a Maradona furono “carenti e sconsiderate”. La causa della morte è stata identificata in un’insufficienza cardiaca con edema polmonare acuto. Il processo, che prevede la deposizione di circa 100 testimoni tra cui le figlie di Diego, dovrebbe concludersi a luglio 2026.