Nainggolan a gamba tesa su McTominay: “Non mi piace, è un giocatore medio. Al mio apice ero meglio io”
Intervistato da Sky Calcio Unplugged, ha definito Scott McTominay un "giocatore medio" e privo di tecnica, sminuendo il suo successo al Napoli.

Ni Napoli 18/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lazio / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Scott McTominay
C’è chi vince uno Scudetto da protagonista, si porta a casa il premio di Mvp della Serie A, segna caterve di gol e si gode l’amore incondizionato di una piazza come Napoli. E poi c’è Radja Nainggolan, a cui tutto questo, evidentemente, non fa troppa impressione.
L’ex centrocampista di Roma e Inter, che oggi calca i campi della Serie B belga con il Patro Eisden, ha deciso di tirare una secchiata d’acqua gelida sull’entusiasmo che circonda Scott McTominay. Intervistato da Sky Calcio Unplugged (e ripreso dai tabloid inglesi, che non si perdono mezza virgola sullo scozzese), il Ninja ha sminuito senza troppi complimenti il faro del centrocampo azzurro.
“Non ha la tecnica, è un giocatore medio”
“Non mi piace”, ha sentenziato Nainggolan con la solita diplomazia. “Segna molti gol, certo… farà sempre i suoi 12, 13 o 14 gol, ma se deve costruire l’azione non ha la tecnica per muoversi tra le linee. Alla fine, è un giocatore medio”.
Insomma, i 26 gol messi a segno in quasi due stagioni all’ombra del Vesuvio non bastano a impressionare il belga, che ne ha approfittato per una sincera auto-celebrazione agonistica: “Al mio apice ero più forte di lui e di Calhanoglu. Barella, invece, lo metto sopra di me: non segna tantissimo, ma fa sempre la differenza. De Bruyne vede cose che gli altri non vedono, lo metto sopra di me. E Modric vabbè, è sempre stato uno dei migliori al mondo”.
Puntuali e sferzanti, i media britannici non hanno mancato di fare un piccolo riassunto del curriculum fuori dal campo di chi oggi distribuisce patenti di mediocrità calcistica.
Il Daily Mail ricorda la lunga scia di polemiche che ha accompagnato la carriera di Nainggolan: dalle bordate alla “Generazione d’Oro” della nazionale belga (definita un covo di troppe primedonne), alla patente ritirata, passando per la sigaretta elettronica fumata in panchina, fino ai ben più seri guai giudiziari dello scorso anno legati a un’inchiesta sul traffico di cocaina in Belgio.