Il mondo Inter è preoccupato dal Napoli ma dovrebbero solo suicidarsi

D'accordo la sindrome 5 maggio come la sindrome Pedro, ma dovrebbe succedere davvero l'Apocalisse. Eppure loro non sono tranquillissimi

L'Inter ha più paura del Napoli che del Milan

Inter Milan's Romanian head coach Cristian Chivu poses with Napoli's Italian coach Antonio Conte before the Italian Serie A football match between Napoli and Inter Milan at the Diego Armando Maradona stadium in Naples on October 25, 2025. (Photo by Carlo Hermann / AFP)

E dunque, cosa ci ha lasciato Napoli-Milan, oltre ai tre punti e al secondo posto in solitaria? Una percezione. Esatto: ci ha lasciato la percezione, l’odore della paura interista. L’abbiamo subodorata noi, figuriamoci quel carcharodon carcharias, o squalo bianco che dir si voglia, che risponde al nome di Antonio Conte.

Una percezione che, ahinoi, è data più dall’isteria incorporata nel Dna nerazzurro che dalla realtà dei fatti. Il 5 maggio non è mai uscito dagli angoli più bui e reconditi delle paure interiste ma, sfortunatamente, stavolta la situazione è piuttosto complessa: sette punti di vantaggio, a una settimana dall’inizio della 32ª giornata, sono francamente troppi da recuperare. Dovrebbe andare in scena uno psicodramma degno dell’Antico Testamento.

Dunque, abbandonati (ma non sepolti) i voli pindarici, potremmo fare un giochino simpatico, un gioca joué sui nervi degli interisti, e analizzare il calendario di entrambe le compagini. Rimangono sette partite da giocare: vediamo quali.

Napoli-Inter, calendari a confronto

32ª giornata: Parma-Napoli e Como-Inter

Giochiamo entrambe domenica 12 marzo, ma con una differenza sostanziale: gli azzurri scenderanno in campo alle 15:00 e, in caso di vittoria, andrebbero a -4 dai nerazzurri, che giocheranno alle 20:45 a risultato già acquisito.

Turno che, sulla carta, è ovviamente più vantaggioso per il Napoli, ma diremmo di andarci piano: le nostre coronarie ben ricordano la trasferta di Parma, su un campo notoriamente ostico per noi. Certo, i ducali sono a +8 sulla zona retrocessione, ma non ce la sentiamo di dare per scontato che siano già in infradito. E il Como? Qui si fa interessante: la squadra di Fabregas viene da un pareggio a reti bianche con l’Udinese e ha il fiato della Juve sul collo. Nonostante facciano finta di nulla, ci credono alla qualificazione in Champions, e un risultato contro l’Inter darebbe una bella botta di fiducia.

Una cosa sola, Cesc: non mettere la difesa a Cremona, perché ne prendi sette. Ricordi l’andata?

33ª giornata: Inter-Cagliari e Napoli-Lazio

Non fraintendeteci: l’Inter è dieci volte il Cagliari, ma quest’ultimo è spalle al muro. Ha solo 30 punti, appena +3 sulla zona retrocessione e, quando sei con le spalle al muro, che fai? Ci metti anche i denti, no? Chissà.

La Lazio, dal canto suo, non ha più nulla da chiedere alla vita: condannata a non essere né carne né pesce e tenuta insieme solo dalla bravura di Sarri. Nel match d’andata non ci fu storia, un dominio azzurro lungo 90 minuti; ma negli ultimi anni, in casa nostra, i biancocelesti hanno preso il vizietto di farci degli scherzi.

Fun (ma non tanto) fact: la nostra ultima sconfitta in casa è proprio contro di loro, l’8 dicembre 2024.

34ª giornata: Torino-Inter e Napoli-Cremonese

Il Torino è messo un po’ come la Lazio, ma con valori tecnici e una guida persino inferiori rispetto ai biancocelesti. Nient’altro da dire. La patata bollente, però, tocca a noi: la Cremonese è in piena zona calda e a Napoli non verrà di certo per vedere le bellezze del golfo. Il match è scivoloso, come qualsiasi partita contro chi si gioca la vita (sportiva). Molto probabilmente sarà un turno interlocutorio, ma un occhio aperto in più, da parte nostra, non guasterà.

35ª giornata: Inter-Parma e Como-Napoli

E qua? Turno indubbiamente favorevole all’Inter: la tremarella potrebbe fargliela venire solo un margine ridottosi nelle partite precedenti, altrimenti nisba. L’Inter queste non le cicca, e il Parma probabilmente sarà già salvo. Noi, invece, si va a Como, contro la terribile gioventù di Fabregas. Saranno in zona Champions? Staranno ancora lottando? Non avendo noi la sfera magica non possiamo saperlo. Quello che possiamo dire è che saranno sul pezzo, a prescindere dalla posizione. Garantito, 100%.

36ª giornata: Lazio-Inter e Napoli-Bologna

“Pedro, Pedro, Pedro, Pedro, pe…praticamente il meglio di Santa Fe.” Cosa daremmo per finire quella giornata a cantarlo a squarciagola: sarebbe pazzesco.

Complesso? Sì, e abbiamo già spiegato perché. La Lazio è in vacanza: fare uno scherzo all’Inter troverebbe giustificazione solo nella voglia assoluta (e rispettabilissima) di fare lo sgambetto. L’Inter potrebbe rivedere fantasmi? Ni: dipenderà da quanti punti ci saranno tra noi e loro. E il Bologna di Italiano? Eh. Ora è a -9 dalla zona europea più infima, quella della Conference, e non crediamo abbia particolari velleità di successo in campionato. Molto dipenderà anche dall’eventuale passaggio del turno in Europa League: in caso di successo, le energie sarebbero concentrate su quello.

Ovviamente, ça va sans dire, le stesse velleità di giocoso sgambetto potrebbero portarle anche loro al Maradona: c’è una finale di Supercoppa da vendicare, d’altronde.

37ª giornata: Inter-Verona e Pisa-Napoli

Vabbè, sono entrambe belle che andate. Cadi con una delle due? Il triangolino non lo meriti. Requiescat in pace.

38ª giornata: Bologna-Inter e Napoli-Udinese

La ridarella che mi ha preso scrivendo queste ultime partite… ma ci pensate che, nel folle caso di una remuntada del Napoli, i felsinei avrebbero la possibilità di fare la cosa più divertente del mondo? Terzo scudetto perso dall’Ara, magari con il gol di Orsolini. Crediamo che, nella remota possibilità che accada una roba del genere, al buon Riccardo vadano di diritto cittadinanza onoraria, chiavi della città, una porzione del Castel dell’Ovo e una via intitolata a Fuorigrotta.

Per noi poco da dire: l’Udinese è salva. Verranno a passeggiare? Probabile. Della rivalità esistente nella mente dei suoi 13 tifosi e mezzo, probabilmente gliene frega il giusto.

Conclusione

Onestamente, non ce la sentiamo di dire che sia più facile il nostro percorso: più o meno si equivalgono, e molto dipenderà dai momenti delle squadre che si andranno ad affrontare. Ribadiamo: era solo un gioco. Poi, vada come vada: “Se la speranza è l’ultima a morire, chi visse sperando… morì, non si può dire.”.

Classe 2000. Scrivo di sport, soprattutto di calcio e del Napoli, come collaboratore e occasionalmente editorialista.

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