La “stanza di compensazione”: ecco perché i club italiani preferiscono comprare all’estero

Lo spiega la Gazzetta: le fideiussioni frenano il mercato interno, mentre gli acquisti dall'estero sono liberi da vincoli finanziari

Palestra giovani

Mg Bergamo 26/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Italia-Irlanda del Nord / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Marco Palestra

Solo per restate a questa stagione, tra gli acquisti a titolo definitivo in Serie A le operazioni con club esteri sono 108. Solo 68 le operazioni interne. Le società italiane sono quelle che, dopo le inglesi, spendono di più nei trasferimenti internazionali: 5,2 miliardi di dollari dal 2020, contro i 4,6 delle francesi, i 4,5 delle tedesche e i 3,6 delle spagnole. C’è una ragione finanziaria (oltre a molte altre) del perché le squadre di Serie A preferiscono comprare all’estero piuttosto che investire sui tanto dibattuti “giovani” italiani. E si chiama “stanza di compensazione”. Di cosa si tratta lo spiega un’analisi della Gazzetta dello Sport.

In pratica, spiega Marco Iaria, “le operazioni di mercato tra società italiane avvengono per il tramite delle leghe, dalla Serie A ai Dilettanti, che agiscono a garanzia del sistema gestendo, appunto, la stanza di compensazione. I club che presentano un saldo negativo, determinato dalla compensazione tra crediti e debiti derivanti da cessioni e acquisti di calciatori, devono garantirlo con fideiussioni bancarie o assicurative. Strumenti dal costo elevato, che prevedono una commissione riconosciuta all’intermediario e sono solitamente accompagnati da una controgaranzia, come il pegno su un conto corrente o un bene immobiliare. Tale procedura scoraggia i club, soprattutto quando la proprietà è straniera, viste le ulteriori difficoltà di accesso alle fideiussioni (talvolta le banche richiedono un “collateral” pari al 100%)”.

Ed ecco quindi – continua – che “si tendono a privilegiare le trattative con club esteri, dove i termini di pagamento sono flessibili e rimessi all’autonomia delle parti. Un sistema così farraginoso non trova riscontri altrove, nemmeno in Francia e Germania, che storicamente vantano i meccanismi più sofisticati di controllo delle finanze”.

La stanza di compensazione è regolata dalla Figc.

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