Figc, il nome di Maldini emerge come alternativa a Malagò (La Stampa)
Questo è il volere del ministro dello Sport Abodi. L’ex capitano del Milan, però, è poco incline ad accettare proposte in contesti in cui sente di non poter incidere davvero.

Db Milano 03/12/2020 - Europa League / Milan-Celtic / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Paolo Maldini
Il governo Meloni si muove con cautela e preoccupazione nello scacchiere della Figc, dove ogni scelta sembra più una partita politica che sportiva. L’ipotesi delle dimissioni di Gabriele Gravina apre infatti scenari che a Palazzo Chigi vorrebbero evitare a ogni costo, soprattutto quello di ritrovarsi davanti una federazione guidata da una figura non allineata e potenzialmente più autonoma del previsto.
Scrive La Stampa:
“Il governo Meloni vuole evitare il boomerang di un altro presidente Figc non allineato e più forte del precedente. Le dimissioni di Gabriele Gravina, da tempo nel mirino di Palazzo Chigi, potrebbero infatti produrre uno scenario infausto per l’esecutivo: Giovanni Malagò al vertice della Federazione più potente dello sport italiano. Le acredini del centrodestra con Malagò nascono da lontano e si sono stratificate nel tempo. Il problema per la maggioranza dunque è chiaro, meno la soluzione. La strada del commissariamento è complessa: servirebbe uno stallo alle elezioni in Figc del prossimo giugno”.
Malagò in ascesa, Abodi cerca alternative
Scrive il quotidiano italiano:
“Il ministro dello Sport Andrea Abodi, un tempo amico di Malagò, sta cercando una candidatura alternativa. Figure utili a ostacolare la corsa dell’ex presidente del Coni, indebolendolo nel perimetro delle componenti federali, che punterebbero senza troppe divisioni su di lui dopo il successo delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Al momento, Abodi si è fermato a un primo tentativo fatto con Paolo Maldini che, però, è poco incline ad accettare proposte in contesti dove sente di non potere incidere davvero.
Tanti pensano che l’ideale successore di Gravina sarebbe Giuseppe Marotta che, però, non intende lasciare l’incarico di presidente dell’Inter. Con Malagò in campo, poi, difficilmente una componente federale sosterrebbe Matteo Marani (Lega Pro) o Giancarlo Abete (Dilettanti). Il nome di Abete però resta in campo. Ed è inviso al centrodestra, ma secondo alcune indiscrezioni potrebbe comunque diventare la carta della disperazione della politica per ostacolare Malagò”.










