E allora io a Napoli voglio Jurgen Klopp

Il gegenpressing è un’attitudine filosofica, è la trasposizione calcistica della nostra cazzimma. Se dobbiamo sognare, facciamolo in grande.

Klopp

Liverpool's German manager Jurgen Klopp addresses a press conference on March 6, 2024 in Prague on the eve of the UEFA Europa League football match between Liverpool and AC Sparta Prague. (Photo by Michal Cizek / AFP)

E allora io a Napoli voglio Jurgen Klopp

E allora, mettiamoci comodi. Accomodiamoci sulla poltrona di questa commedia dell’arte che è diventato il toto allenatore del Napoli dove i copioni si scrivono a Milano e Torino e noi, poveri meridionali col bilancio in attivo, dovremmo limitarci a fare da spettatori paganti. Ma la musica è cambiata, signori miei. La fanfara del Nord ha già deciso: il “Dopo-Conte” è servito, spingendo con una forza che sa di disperazione per riportare Antonio sulla panchina della Nazionale, pur di non vederlo all’ombra del Vesuvio. Una pressione mediatica asfissiante, manco fosse l’unica soluzione per salvare il calcio italico, quando in realtà è solo la solita paura di vedere il Napoli di nuovo troppo forte. Entriamo anche noi nel dibattito, allora, perché se i giornali di lassù hanno deciso di apparecchiare la tavola, noi portiamo il piatto forte anzi il vino. Ci hanno ammosciato i timpani con i soliti nomi: Italiano, bravo ragazzo per carità; Farioli, robe da accademia del calcio che ancora devono dimostrare tutto. Addirittura, è spuntato Fabio Grosso, manco fossimo ancora al Circo Massimo nel 2006. Manca solo che qualcuno tiri fuori dal cilindro il nome del nostro Fabio Cannavaro – cuore d’oro e anima azzurra, ma siamo alle solite: sarebbe la fiera della noia, il trionfo del romanticismo senza sostanza.

E invece no. Se non deve essere Conte, allora bisogna puntare alla luna col permesso di Artemis: Jurgen Klopp. Il tedesco dalla garra infinita sarebbe l’unico vero erede di una passione che non accetta mezze misure. Klopp non allena solo i muscoli, allena i sentimenti, e il suo “Heavy Metal Football” è lo stesso rumore che fa il Maradona quando la palla gonfia la rete. Lui vive la partita con la bava alla bocca, esattamente come noi in curva. Ha preso il Dortmund e il Liverpool – due piazze che, come Napoli, vivono di orgoglio e riscatto sociale contro i poteri forti – e le ha portate sul tetto del mondo. Lui non cerca il club patinato, lui cerca il popolo. E parlando di radici, Klopp viene da quella Stoccarda dove batte un cuore napoletano immenso, terra di migliaia di nostri emigranti che con dignità e fatica hanno portato il nome di Napoli in Germania. Klopp respira quell’aria di sacrificio e passione che i nostri fratelli hanno esportato lassù.

Ricordate quando Mourinho, con quel sorriso sardonico, disse che De Laurentiis non poteva permettersi certi ingaggi? Beh, il vento è girato. Oggi le “grandi” del Nord piangono miseria tra fondi americani e debiti monstre, mentre Don Aurelio ha il portafoglio gonfio e i conti che quadrano. Oggi, caro José, il Napoli non solo può permetterselo, ma può persino sceglierlo. Il Gegenpressing di Klopp non è solo uno schema, è un’attitudine filosofica: recuperare palla alta, aggredire l’avversario, non lasciargli il tempo di respirare. È la trasposizione calcistica della nostra cazzimma. Se dobbiamo sognare, facciamolo in grande. Basta con le scommesse e i “giovani di belle speranze” che si sciolgono davanti alla pressione di una città che mangia pane e pallone. Se Conte dovesse sfumare perché la stampa del Nord è riuscita a spedirlo a Coverciano, non accontentiamoci del minestrone riscaldato. Vogliamo il cappellino con la visiera, i denti bianchissimi e quell’abbraccio spacca-costole a fine partita. Vogliamo Jurgen Klopp. Perché Napoli non è un posto per tutti, ma per uno come lui potrebbe essere, finalmente, casa. E allora, caro Aurelio, se proprio dobbiamo fare a meno di Antonio, facci sentire urlo della Champions con l’accento della Foresta Nera. Vogliamo vedere Jurgen sotto la Curva a bere limoncello sulle note del nostro inno.

Scrittore, giornalista e autore teatrale, con una passione profonda per la musica e il calcio, tifoso del Napoli.

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