Mica ora abbiamo paura della Bosnia per questa gradassata?
Ci è piaciuto esultare? Ora l’Italia agisca di conseguenza. Sennò facciamo la figura dei chiachielli

Inter Milan's Italian defender #32 Federico Dimarco spits water during the Italian Serie A football match between Fiorentina and Inter Milan at the Artemio Franchi Stadium in Florence on March 22, 2026. Tiziana FABI / AFP
“Le conseguenze delle nostre azioni ci seguono come l’ombra.” – Confucio
“Hai voluto la bicicletta, e ora devi pedalare.” – Antonio Conte
“E mo c’hai sonato, canta” – Bufalo, Romanzo Criminale.
Tre proverbi, tre frasi di due grandi pensatori e mezzo (metteteli voi in ordine di importanza), che ci ricordano una dura realtà: siamo definiti dalle nostre azioni e dalla nostra capacità di assumerci responsabilità. Per quanto la parte fanciullesca del nostro io preferisca, francamente, sbattere i piedi a terra e affidare i propri problemi all’adulto di turno, bisogna constatare che ora siamo noi gli adulti di turno.
Azzurri, voi questa constatazione l’avete fatta? Speriamo.
Un messaggio per i calciatori della Nazionale
Il fuorionda in cui vi si vede felici di affrontare la Bosnia non ci ha infastidito più di tanto; anzi, “felici di vedervi felici”. Ma il sillogismo aristotelico che si ricava da tale video è banale: i ragazzi preferivano la nazionale bosniaca; i ragazzi sono consapevoli della propria forza e di poter battere tale nazionale; i ragazzi vanno là e finalmente fanno vedere i Mondiali a una generazione che non sa nemmeno cosa siano.
Ora, tolta la provocazione, è certo che il calcio abbia infinite variabili che possono influire sul risultato, vedi lo stadio e la spinta infernale del pubblico a Zenica. Il concetto di fondo, per rimanere chiari, rimane: ora dovete essere capaci di mantenere il punto, di dare un seguito concreto a quest’esultanza e, soprattutto, in caso di eliminazione, cospargervi il capo di cenere e lasciare scuse e scusarelle lì, in Bosnia.
Parliamoci chiaro: per la Bosnia non è che cambiasse tanto, ci avrebbero dato filo da torcere comunque. Il Mondiale è un’occasione ghiotta per tutti, ma con quell’esultanza non avete fatto altro che mettervi una catena al collo. Sarete capaci di liberarvene? Sarete capaci di mettere in atto una prestazione degna della vostra esultanza?
Oppure, citando un saggio, farete la figura dei “chiachielli”?











