Che anno il 2010, Max Gallo ci fece invecchiare di colpo col Napolista

A noi della vecchia carta stampata, delle romantiche linotypes e delle urlanti rotative. Il giornale non era più quei fogli di carta per avvolgere il pesce. Buon compleanno, Napolista

Napolista

Mi Napoli 21/10/2010 - Europa League / Napoli-Liverpool / foto Marco Iorio/Image Sport nella foto: Walter Mazzarri

Che bell’anno l’anno 2010. Vulcani che esplodevano in Islanda, palazzine che crollavano ad Afragola, boss latitanti e boss catturati (‘o ninno), un treno della Circum deraglia a Gianturco, la città dei rifiuti, finiva l’era Bassolino alla Regione (ciao, bell’Antonio) e il Napoli navigava alto (settimo posto).

Un giovedì sera, dal San Paolo, la notizia magnifica. La squadra di Mazzarri l’orologiaio (faceva sempre segno all’arbitro di recuperare toccando l’orologio sul polso sinistro) con campioni, Hamsik, Quagliarella, Lavezzi, belle gioie, Zuniga, Grava, Christian Maggio, e magnifici combattenti, Paolo Cannavaro e Gargano, quella squadra azzurra le suonava alla Juventus di Chiellini, Camoranesi, Marchisio, Del Piero, Amauri e di Alexander Manninger, diafano portiere austriaco. S’erano illusi i bianconeri col gol i Chiellini dopo sette minuti. Li schiacciammo nella ripresa con Hamsik, Quagliarella e Lavezzi (3-1) e Marek, con la sua grande eleganza, li graziò su un calcio di rigore.

Era giovedì 25 marzo 2010.

Due giorni dopo, sabato, non si sa come e perché, da qualche anfratto elettronico, da una misteriosa stazione digitale, dalla mente spaziale di Massimiliano Gallo, giornalista per destino ineluttabile e figlio di Sergio Gallo, giornalista indimenticabile dei miei primi tempi di cronista, apparve sui computer del golfo Il Napolista.

Maronn d’’o Carmelo. E che d’è ‘sta novità? E che è ‘sto fenomeno giornalistico via etere? E chi site e che volete? Esserne attratti e catturati fu un amen. Gesù, Giuseppe, sant’Anna e Maria, scrivere su uno schermo, il piccolo schermo del computer, che brivido!

Noi della vecchia carta stampata, delle romantiche linotypes e delle urlanti rotative, invecchiammo di colpo. Massimiliano Gallo, il conte Max, ci buttò in faccia il nuovo, il giornale che cambiava, non più fogli di carta inchiostrata da avvolgerci il pesce, ma luminose lettere su schermo luminoso, il futuro, l’avvenire, la conquista del piano-tastiera.

Molte cose precipitarono quell’anno, anche la nazionale di calcio fatta fuori al Mondiale sudafricano dalla Slovacchia. Però che godimento Shakira, la conturbante ragazza colombiana di Barranquilla, che sensi allertati dal suo “Waka Waka”, che fu l’inno proprio del Mondiale, “quando cadi rialzati oh oh”, e Shakira molti ci faceva rialzare.

Il Napolista ormai scorazzava sulle onde elettromagnetiche. Eravamo caduti sull’ultima linotype, ci rialzammo sullo schermo del computer. Grazie, Napolista. Grazie, Max. E buon compleanno a questa formidabile testata nell’edicola visibile in tutto il mondo.
MIMMO CARRATELLI  

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