Lammens: “Le risse nella mia area mi gasano, è una guerra. Ma non può valere tutto”

Il portiere del Manchester United eroe dei calci d'angolo-wrestling: "Orma è una realtà per tutti, una situazione che i portieri devo abituarsi ad allenare"

Manchester United's Belgian goalkeeper #31 Senne Lammens looks on during the English Premier League football match between Manchester United and Sunderland at Old Trafford in Manchester, north west England, on October 4, 2025. (Photo by Paul ELLIS / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /

Senne Lammens è il portiere eroe che ha sconfitto – da solo – la tattica del calcio d’angolo-wrestling, che sulla stampa inglese è un caso vero e proprio e che in Italia ovviamente non ci filiamo di striscio (il gol non annullato al Parma contro il Milan, solo l’ultimo esempio). Ecco, il portiere del Manchester United dice che in fondo un po’ gli piacciono quelle risse senza legge nella sua area piccola. Profumano – evidentemente – di vittoria, chissà.

“È un po’ una guerra nell’area di rigore”, dice al Telegraph e ad altri giornali. “È così da tutta la stagione. È la Premier League. È fisica e un po’ una guerra nei 16 metri. Fisicamente, è stata una grande battaglia contro l’Everton, una partita importante, quindi mi sto ancora riprendendo. Ma tagli e lividi? Non proprio, no”.

Lammens ammette che la situazione non può andare troppo oltre, ma dice che in realtà gli piace il caos e la carneficina che ne derivano. Una mammoletta che sicuramente non è.

“Certo che ci devono essere delle regole. Voglio dire, non si può esagerare. La Premier League deve valutare. È difficile per me dirlo. A volte si cerca di proteggere un po’ il portiere e forse ci sono situazioni in cui avrebbe potuto essere protetto di più. Ma per me, se continua così, la fisicità in generale e quegli angoli… mi piacciono, devo dire. Mi piace la sfida. Mi piace uscire un po’ dalla mia zona di comfort e affrontare quelle situazioni. Anche se c’erano molti avversari accanto a me, sono comunque arrivato a prendere i cross. Tutti devono farci i conti. Non è che lo faccia solo una squadra. Come portiere, devi abituarti, allenarti e poi migliorare”.

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