Flora Tabanelli: “Ho vissuto in un rifugio a 1.800 metri, senza tv né telefono. La migliore educazione che potessi avere”
Bronzo olimpico nel freestyle: "A volte dovevamo camminare nella bufera, mi disperavo, piangevo. Mia madre diceva "se non vuoi salire, resta qui". Ho avuto il telefono in prima superiore. Papà faceva l'acrobata nel circo"

Bronze medallist Italy's Flora Tabanelli celebrates on the podium after the freestyle skiing women's freeski big air final during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at Livigno Snow Park, in Livigno (Valtellina), on February 16, 2026. Kirill KUDRYAVTSEV / AFP
Flora Tabanelli è la più giovane medagliata di queste Olimpiadi, la prima azzurra di sempre nello sci freestyle. Ha vinto il bronzo. Compirà 18 anni fra tre mesi. È cresciuta in un rifugio di montagna senza tv e tablet. Lo racconta al Corriere della sera
“La migliore educazione che potessi avere, l’ho capito ora. Da piccola i genitori mi privavano di telefono e tv, io, vedendo gli altri, mi chiedevo perché. Adesso non più”. “Vivevamo in montagna, a Sestola, e poi i miei avevano, e hanno ancora, un rifugio a 1800 metri (sul lago Scaffaiolo, Appennino tosco-emiliano, ndr) e lì passavamo giornate incredibili: da lì scendevamo direttamente con gli sci per andare a lezione sulle piste o a scuola. Poi tornavamo a piedi”.
“A volte dovevamo camminare nella bufera”. “Da casa al rifugio impiegavamo 40 minuti di macchina. Poi dovevamo prendere una seggiovia e infine 20 minuti a piedi per l’ultimo pezzo. Mamma mi portava nello zaino, poi, quando sono cresciuta e dovevo affrontare quella strada con le mie gambe mi disperavo, piangevo”.
E sua madre?
“Diceva: “se non vuoi salire, resta pure qua”. Così dopo un po’ salivo. Tutto questo ha forgiato me e i miei fratelli”.
Quando ha avuto il cellulare?
“In prima superiore, l’età giusta, perché inizi a capirne l’uso corretto. Ma la mia felicità era in mezzo alla natura”.
Non era invidiosa dei compagni con smartphone e social?
“Un po’, ma avevamo una casa con un giardino enorme, piena di tappeti elastici e giochi. Ce la spassavamo con i miei fratelli: si possono fare cose molto più interessanti che stare davanti a uno schermo”.
Suo padre Antonio ha lavorato in un circo, che cosa faceva?
“Faceva l’acrobata. È stato lui a trasmetterci questa abilità: equilibrio e un po’ di follia. Ma anche mamma ha praticato ogni sport possibile e noi abbiamo provato di tutto grazie a lei: ginnastica artistica, pattinaggio sul ghiaccio”.
Alberto Tomba, un amico di famiglia. Ricordi?
“Veniva spesso al rifugio, mi ha chiamata. È stato uno dei messaggi più belli, insieme a quello di Federica Brignone”. “Alla fine della riabilitazione mi ha scritto, e anche dopo, per farmi credere che sarei riuscita a superare l’infortunio. Una persona d’oro, appunto!”.
O la va o la spacca, come il salto con il quale ha conquistato il podio.
“Esatto, l’avevo provato soltanto due volte”.
Che messaggio vuole mandare ai diciottenni?
“Fate sport e rispettate la natura. E provate il freestyle, è uno sport fantastico”.









