Falcao: «Non capisco perché Ancelotti non abbia mai allenato l’Italia, è un uomo straordinario»

Al Corsport: «In Brasile si stupiscono che la Nazionale abbia subito meno gol, fa battute come quelle di Liedholm. In Serie A oggi c'è meno prestigio e ci sono meno investimenti. Gasperini mi piace, anche se Roma non è Bergamo.»

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Paulo Roberto Falcao, ex giocatore della nazionale brasiliana e della Roma, è intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport. Di seguito un estratto significativo di quanto dichiarato.

Falcao: «Non capisco perché Ancelotti non abbia mai allenato l’Italia, è un uomo straordinario»

Sulla Roma

«Sicuramente la Roma ha un allenatore con cui può, almeno, lottare per la Champions. Gasperini mi piace, penso possa fare delle belle cose. Lui è bravo, ha fatto bene all’Atalanta, per cui gli va lasciato spazio per lavorare. Roma non è Bergamo, ma ha tutte le capacità. Ripeto: gli sia dato tutto il tempo di cui ha bisogno per lavorare e far crescere la Roma».

Si parla tanto del possibile ritorno di Totti: lei poteva rientrare nella Roma?
«Sì».

Come dirigente?
«Allenatore. Facemmo un contratto biennale nel gennaio del 1991, stavo andando a Cortina a trovare il presidente Viola ma lui morì in una settimana. Peccato, ero e sono un bravo tecnico, quando ero ct del Brasile negli Anni 90 chiamai Cafù e Leonardo che erano dei ragazzini e in 8 mesi impostai la squadra che avrebbe vinto il Mondiale nel 1994. Con la Roma, in ogni caso, non ebbi altre occasioni. Mai».

Il suo amico Ancelotti adesso allena il Brasile.
«Uomo straordinario, allenatore fantastico. La persona giusta per la Seleçao, semplicemente: sono fiducioso che farà un bel Mondiale».

È vero che da giocatore fu lei a suggerirgli il cambio di ruolo?
«Sì, dissi a Liedholm, ma solo perché mi era stato chiesto, di portarlo a centrocampo con me e Ago avanzando Scarnecchia. Fu la mossa giusta».

Anche affidargli il Brasile lo è stata?
«Senza dubbio. Bisogna capire i giocatori che si hanno in mano e in base a questo organizzare la parte tattica. Si sono stupiti in tanti che con lui la nazionale abbia subìto meno gol, Carlo ha risposto subito a tono: “Non dimenticate che sono italiano”. Non capisco perché non abbia mai allenato la vostra Nazionale, da noi lo adorano tutti, già gli vogliono bene e si fidano, fa delle battute come quelle di Liedholm. Poi certo, bisogna fare i risultati».

Italia: che succede al nostro calcio?
«Non penso ci sia un solo problema, ce ne sono tanti, altrimenti le cose sarebbero già state risolte. Sicuramente in passato tutti ambivano alla Serie A, adesso vengono prima l’Inghilterra e la Spagna, è come se ci fosse meno prestigio, non credo sia solo una questione di soldi. Non ci sono grandi talenti e non ci sono grandi investimenti.»

I Friedkin però hanno speso oltre 20 milioni per Wesley.
«A Gasperini piace giocare con tre difensori e lui è uno che sulla fascia parte. In Brasile era impiegato più a destra, ora vedo che Gasp lo schiera anche a sinistra. Anarchico? Ha talento e tutti i giocatori di quel tipo un po’ lo sono. Lui è uno bravo».

Falcao, a lei sarebbe piaciuto essere oggi un calciatore?
«Sarebbe stata una meraviglia».

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