È Bastoni l’eroe dello scudetto interista della Marotta League. Uno e trino nell’antisportività, siamo al livello del gol di Muntari
Stramazza al suolo come Anna Magnani in "Roma città aperta", chiede il giallo per il povero Kalulu e poi esulta. Enrico Letta: "Non va convocato in Nazionale". Altro che rigore su Vergara

Referee Federico La Penna gives a red card to Juventus' French defender #15 Pierre Kalulu during the Italian Serie A football match between Inter Milan and Juventus at the San Siro Stadium in Milan, on February 14, 2026. Piero CRUCIATTI / AFP
È Bastoni l’eroe dello scudetto interista della Marotta League. Uno e trino nell’antisportività, siamo al livello del gol di Muntari.
Alessandro Bastoni è l’eroe dello scudetto interista della Marotta League. È lui il protagonista di Inter-Juventus. Lui che con una simulazione da Actors Studio fa espellere Kalulu e finalmente fa gettare la maschera a Padre Chivu che da questa sera non potrà più tenere i suoi sermoni sul calcio italiano. È semplicemente come gli altri (certo non ci voleva la zingara per capirlo).
Sul punteggio di 1-1 tra Inter e Juventus, Bastoni parte in contropiede, capisce che può mettere in atto una finzione che ricorda la scena finale di “Roma città aperta” e stramazza al suolo come se fosse stato colpito da una mitragliata. Non contento, chiede l’ammonizione per il povero Kalulu e poi esulta in nome dell’antisportività. È il simbolo del calcio italiano. L’arbitro La Penna esegue tutto alla perfezione ed entra di diritto nella storia del calcio italiano. Del resto, se non puoi entrarci alla Collina, è anche comprensibile scegliere altri percorsi.
Enrico Letta giustamente chiede che non venga convocato in Nazionale. Figurarsi se avverrà.
Bastoni non va convocato in Nazionale.
— Enrico Letta (@EnricoLetta) February 14, 2026
L’unico aspetto positivo di una serata che definire triste è poco, è che Bastoni ha costretto Padre Chivu a difendere il proprio giocatore e quindi a dire che Kalulu lo ha toccato con la mano (“tocco leggero ma c’è”), alla faccia dell’uomo assurto a nuovo simbolo della sportività e della correttezza. Nel momento della verità, ovviamente Padre Chivu ha fatto quel che avrebbero fatto tutti gli allenatori: negare l’evidenza. Va benissimo, però da oggi stop ai sermoni.
È stata una serata molto spiacevole. In cui francamente è impossibile non dare ragione sia a Del Piero (molto bravo, come al solito, negli studi Sky) e a Chiellini che giustamente ha ricordato a quelli di Sky che “non si può parlare di calcio stasera”. Siamo al livello del gol di Muntari.
E meno male che ci siamo dovuti sorbire l’indignazione generale per il rigore concesso al Napoli a Genova per fallo su Vergara. Al confronto con l’espulsione di Kalulu, su Vergara i rigori erano almeno due.











