La sottile linea tra il Napoli narcisista col Parma e quello affamato contro l’Inter

Una linea sottile, invisibile. Decide più della tattica. Più dei singoli. Più di quanto si voglia ammettere. E intanto il campionato continua. Senza pietà. Senza musica.

Napoli

Ni Napoli 14/01/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Parma / foto Nicola Ianuale/iImage Sport nella foto: Alessandro Buongiorno-Patrick Cutrone

Napoli–Parma 0–0

Paghiamo il “vergognatevi” di Conte come si pagano certe parole dette a caldo. Tornano. Prima o poi. Sotto forma di partite sporche, nervose, senza musica.

Fabbri gestisce come uno scienziato. Ferma sul nascere ogni tentativo. Ogni accenno di assalto finale viene anestetizzato. Il tempo si piega a piacimento, elastico, tirato o mollato a seconda del fischio. Il catenaccio del Parma? Clamoroso. Perfettamente riuscito. Il Napoli ci sbatte contro con una certa docilità. Per onestà intellettuale: il Parma aveva tante riserve. Ecco perché abbassarsi, compattersi, difendere a oltranza era inevitabile. Pragmatico. Coerente. Non il solito marchio di fabbrica di Cuesta, che di solito osa, apre, prova. Ma le partite cambiano. Come le persone. Il Napoli tiene palla, la accarezza, la sposta.

Il possesso diventa esercizio di stile. La confusione assume dignità tattica. Contro difese schierate, il Napoli soffre. Poca qualità nello stretto. Poca potenza. Manca il corpo che sfonda. Anguissa ce l’ha. Lukaku pure. Sono quei chili, quei metri, quella cattiveria buona che aprono varchi dove prima c’erano solo linee ordinate.

La partita scivola. E trova la sua fotografia nella rovesciata immorale di Lucca sull’ultimo pallone utile. Gesto bello. Disperato. Fuori tempo massimo. Forse sarebbe potuto entrare prima. Non per cercare estetica. Ma per fare legna in area. Sporcare i palloni. Costringere la difesa a tremare, ad abbassarsi, a perdere sicurezza.

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E poi c’è il gol annullato a Mazzocchi nel primo tempo. Fuorigioco. Sembra oggettivo. Appunto: sembra. Uno di quei “sembra” che restano sospesi. Senza appello. Senza consolazione. Il Napoli avrebbe bisogno del mercato. Mezzo bloccato. Forse anche questo rientra nello scientifico della serata. Tra di noi, sul divano, possiamo pensarlo. Senza sentirci colpevoli. Quando giochi a una porta sola, lentamente, senza mai dare l’impressione di sfondare, qualcosa manca. Non sempre è volontà. Lang. La sostituzione forse poteva aspettare. A pizzichi e a morsi era l’unico a creare strappi.

A generare imperfezioni. Contro chi difende così, l’imprevisto è oro. Il pugno di Estevez a Scott. Episodio da Var che probabilmente non avrà mai un perché. Edulcorato. Spiegato. Normalizzato. Come spesso accade nelle partite che finiscono senza vincitori e senza colpevoli. Finisce zero a zero. Quattro punti lasciati tra Verona e Parma. Davvero un peccato. C’è una sottile linea che sposta il Napoli tra il narcisismo contro squadre come Verona e Parma e l’affamato vigore contro l’Inter o altre big. Una linea sottile, invisibile. Decide più della tattica. Più dei singoli. Più di quanto si voglia ammettere. E intanto il campionato continua. Senza pietà. Senza musica.

Scrittore, giornalista e autore teatrale, con una passione profonda per la musica e il calcio, tifoso del Napoli.

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