Il Napoli allunga classifica e infermeria. Vince nella partita giocata peggio (it’s the football, stupid)

Sofferto 1-0 al Sassuolo (cortissimo muso). Il Napoli difende il gol di Lobotka dopo sette minuti. Bene Vergara. Si fanno male anche Rrahmani e Politano.

Napoli

Ni Napoli 17/01/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Sassuolo / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Aster Jan Vrankx-Sam Beukema

Il calcio è strano, dice chi non lo pratica con consuetudine. Il Napoli è tornato a vincere nella partita in cui ha mostrato più indecisioni e in cui – secondo gli analisti – non avrebbe meritato di conquistare i tre punti. Ma il calcio segue i suoi percorsi, bisogna conoscerli. La differenza è che stavolta il Napoli è riuscito a segnare. Lo ha fatto subito, con Lobotka, e quantomeno la squadra di Conte (ancora in tribuna, con oggi la squalifica è finita) non ha avuto l’affanno di giocare per sbloccare il risultato. Ne ha avuti altri (di affanni). Hanno sofferto gli azzurri, non poco. Sono ancora convalescenti anche se non è chiara quale sia la malattia. A Napoli si direbbe che hanno vinto alla sanfrason. Hanno perso tanti, troppi palloni, soprattutto nel secondo tempo. Incapaci di mettere assieme tre passaggi fila. Lo diciamo sottovoce: vittoria di cortissimo muso.

Il Napoli è tornato alla vittoria dopo tre pareggi di fila contro Inter, Verona e Parma. È rimasto a sei punti dagli uomini di Chivu anche se in questo sabato di gennaio la differenza tra le due squadre è parsa notevole. Oggi i nerazzurri sono in fiducia e si vede. Hanno vinto a Udine col minimo sforzo. Mentre il Napoli non diciamo che sia tremebondo però tre partite senza vittorie si sono fatte sentire. La fiducia viene meno, così come la sicurezza nei propri mezzi. E ad aggravare il tutto ci si sono messo gli infortuni di Rrahmani e Politano che sono usciti toccandosi entrambi le cosce. Brutto colpo. Il Pronto soccorso Napoli ormai ha solo posti in piedi. Nel pre-partita Conte non tanto velatamente ha polemizzato in tv con lo staff medico: «Non ho informazioni sugli infortuni, posso solo aspettare. Chiedete ai medici. Neres? Se non lo vedete evidentemente non sta bene. Anguissa? Aspettiamo fiduciosi». Sempre più difficile, direbbero al circo. Ora anche senza Rrahmani. Il Napoli è così, un club in eterna fibrillazione. Del resto è nel caos che dà il meglio di sé come accaduto dopo la sconfitta di Bologna. Ora la squadra è attesa da due appuntamenti fondamentali: martedì a Caponeghen in Champions, partita da cui dipenderà l’umore di De Laurentiis, e poi domenica allo Stadium contro la Juventus di Spalletti che – dovesse vincere stasera a Cagliari – può sognare il sorpasso in classifica.

Ma torniamo alla partita di stasera. Il Sassuolo è quasi l’avversario ideale da affrontare nei momenti delicati. Non è squadra che fa le barricate. Ama giocare, è sempre propositiva. E infatti ha saputo anche mettere in difficoltà il Napoli. Che però è più forte. Ha segnato subito con Lobotka. Ha messo in vetrina il 23enne Vergara (ci rifiutiamo di definirlo calcisticamente giovane) che ha giocato una discreta gara con buoni lampi ed è uscito al 63esimo tra gli applausi del Maradona. Milinkovic Savic nel primo tempo ha sfiorato una cappellata epica dimenticandosi il pallone in uscita ma nella ripresa si è allungato sull’insidioso tiro rasoterra di Lipani. Hojlund ha chiuso il trittico di partite in casa senza segnare neanche un gol: non segna da Cremona, doppietta, era il 28 dicembre. Beukema ha confermato che 31 milioni per lui sono una cifra da gioco da tavola. Nel finale, Di Lorenzo ha firmato un paio di chiusure difensive da applausi. Resta, il Napoli, una squadra bloccata, impaurita, un filo arrugginita. Gli infortuni prolungati si fanno sentire. L’assenza di Neres pesa eccome. Il mercato è il luogo delle illusioni, sarebbe meglio riuscire a recuperare quelli che sono già in rosa. Il Napoli stasera ha tre punti in più in classifica e – direbbe lo juventino Guccini – tanto fa.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare - da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette, ovviamente da tennis.

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