Il fighettismo calcistico è a lutto: il Milan brutto, sporco e cattivo di Allegri batte 3-1 il Como del vate Fabregas

Serata da dimenticare per i presunti intenditori, per gli esperti di geometria. Il Milan vince in rimonta, il trionfo del calcio essenziale. Allegri va a meno tre dall’Inter. Rabiot strepitoso

Il fighettismo calcistico

photo taken 05 November 1976 of Italian actor and director Nino Manfredi during the footage of his film "Ugly, Dirty and Bad". Manfredi has died in Rome at the age of 83, the Italian news agency reported 04 June 2004. AFP PHOTO Photo de l'acteur réalisateur italien Nino Manfredi extraite du film du réalisateur Italien "Affreux, sales et méchants". Nino Manfredi est décédé, le 04 juin 2004 à l'âge de 83 ans à Rome. (Photo by AFP)

Il fighettismo calcistico è a lutto: il Milan brutto, sporco e cattivo di Allegri batte 3-1 il Como del vate Fabregas

Era la partita clou per il clima calcistico che ahinoi siamo ormai costretti a sopportare. Da una parte il vate Fabregas che in realtà è un paraguru come pochi: passa per illuminato, in realtà il Como pratica un gioco essenziale, menano pure. Dall’altra, lo sporco, brutto e cattivo del football nostrano: Massimiliano Allegri. L’anticalcio dicono quelli che se ne intendono. Coloro i quali hanno scambiato il calcio per una prova di figura delle arti marziali. Il calcio non è più considerato uno sport, non si parla mai di agonismo, fatica, acido lattico, tensione nervosa e agonistica. Niente. È tutto un sovrapporsi di linee, strane figure geometriche: l’apoteosi della tattica, lo strapotere narrativo della tattica.

Fatto sta che per il momento il risultato continua a essere centrale. Fa titolo, come dicono i giornalisti. E il risultato questa sera ha detto: Como 1 Milan 3. In rimonta. Tre gol con tre tiri in porta. Così si gioca. Con i rossoneri che si sono portati a meno tre dall’Inter e a più tre sul Napoli.

La squadra che piace agli attori di Hollywood è andata subito in vantaggio con un gol che una squadra di Allegri non dovrebbe mai subire. Colpo di testa da calcio da fermo. A questo punto il Como ha orchestrato il suo gioco, ha sfiorato due volte il raddoppio: clamorosa l’occasione per Da Cunha che a due metri dalla porta si è imbattuto nel prodigioso Maignan. La parata su Nico Paz, fatte le debite proporzioni, va archiviata alla voce “ordinaria amministrazione”.

Il Como ha fatto il suo show (un gioco decisamente più gradevole rispetto alle altre partite di Fabregas) a uso e consumo dei fan di Fabregas. Al Milan però è bastata un’azione. Saelemaekers (giocatore perfetto per Allegri) ha rubato palla, ha servito in profondità Rabiot che è stato abbattuto in area. Rigore. Che Nkunku ha battuto e trasformato dopo una discussione con Leao (pare che abbia deciso Allegri). 1-1 a fine primo tempo. Nella ripresa, traversa del solito Nico Paz e poi il Milan l’ha portata a casa con azione in due tocchi: assist di Leao, Rabiot l’ha stoppata di petto e poi depositata in porta. Le partite si possono vincere anche con due tiri in porta e senza il premio della critica. Non contento, però, il Milan ha segnato anche il terzo. Ancora con Rabiot, con un gran sinistro.

Il dio del calcio è allegriano. Anzi, il dio del calcio ama il calcio e non sopporta il fighettismo.

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