Gli arbitri quest’anno dovranno spiegare al pubblico se cambiano decisione dopo essere stati chiamati al Var
Anche in Serie A. Il dirigente arbitrale Tommasi a Radio Crc: «Calcio d'angolo se il portiere se trattiene il pallone tra le mani per 8 secondi. Rigore ripetuto in caso di doppio tocco»
Db Torino 19/01/2023 - Coppa Italia / Juventus-Monza / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: cartellino giallo
Dino Tommasi, dirigente della Can Aia (Associazione Italiana Arbitri), è intervenuto quest’oggi a Radio Crc per parlare di alcune modifiche del regolamento per la nuova stagione che sta per cominciare. Di seguito le sue parole.
Le novità per gli arbitri nella nuova stagione
«Ci sono due innovazioni importanti: quella del portiere che se trattiene il pallone tra le mani per 8 secondi viene ammonito con un calcio d’angolo, non con provvedimento disciplinare. E quella relativa al piano comunicativo. Ovvero il canale aperto con tutto lo stadio e con i media di riferimento in tutti i casi di On Field Review, per comunicare la propria decisione. C’è anche una novità sul piano regolamentare: in caso di doppio tocco accidentale su calcio di rigore, ci sarà la ripetizione del penalty».
«L’arbitro sarà tenuto a spiegare le sue decisioni nel caso in venisse chiamato al monitor per un cambio di decisione fattuale. In caso di un semplice check, che conferma la scelta, l’arbitro ha la discrezionalità per decidere se fornire una spiegazione o meno. La trasparenza e la comunicazione nel 2025 andrebbero incentivate in ogni settore, in particolare nel nostro. Più si fa chiarezza e meglio è, la comunicazione è fondamentale, è il presente. La volontà di trasparenza da parte nostra è massima in questo momento».
«In Serie C per aprire alla possibilità di rianalisi di situazioni dubbie, dato che ci sono anche meno telecamere, si sperimenterà il Var a chiamata. Applicabile ad altre categorie? Dipende dalle leghe. Arbitro equiparato a pubblico ufficiale? Dobbiamo ringraziare il presidente Zappi e il Comitato Nazionale che è riuscito in un obiettivo che si rincorreva da anni. Un traguardo fondamentale per tutelare tanti nostri ragazzi. Il segnale è forte, importante e preventivo. Sicuramente è uno strumento di grande rilevanza, ma bisogna continuare a lavorare sulla cultura. Cultura e comunicazione fanno valore. Tempo effettivo? Non compete noi, ma i regolamenti. L’arbitro cerca di ottimizzare il recupero».
Questo è il volere del ministro dello Sport Abodi. L’ex capitano del Milan, però, è poco incline ad accettare proposte in contesti in cui sente di non poter incidere davvero.
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