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Rai Sport: la non riconferma della De Stefano era nell’aria, non è considerata di destra (La Repubblica)

La Lega punta su Bulbarelli, FdI su Lollobrigida o Gandolfi. Spuntano anche i nomi di Varriale(area 5 Stelle) e Mario Orfeo

Rai Sport: la non riconferma della De Stefano era nell’aria, non è considerata di destra (La Repubblica)
archivio Image / Spettacolo / Alessandra De Stefano / foto Imago/Image

Ieri le dimissioni di Alessandra De Stefano dalla guida di Rai Sport. La Repubblica scrive che comunque non sarebbe stata riconfermata, poiché è considerata lontana dall’attuale maggioranza politica in Parlamento.

“Con le dimissioni di Alessandra De Stefano dalla guida di Rai Sport si (ri)apre il valzer delle nomine nelle testate della tv pubblica. «Motivi personali», recita la nota di viale Mazzini che spiega la scelta di De Stefano. La giornalista poteva vantare buoni indici di ascolto per i mondiali in Qatar, ma la non riconferma era nell’aria. Perché con il governo di destra in carica gli appetiti sono tanti e anche quella casella è oggetto del desiderio. E De Stefano non è considerata vicina all’attuale maggioranza”.

Il quotidiano scrive dei nomi possibili per la successione. La Lega punta su Bulbarelli, per FdI ci sono invece i nomi Lollobrigida o Gandolfi. Ma spuntano anche le ipotesi Varriale e Orfeo.

“Per quanto riguarda Rai Sport, Marco Franzelli è stato nominato direttore ad interim; per la successione si fanno i nomi di Auro Bulbarelli in quota Lega e, più vicini a FdI, Marco Lollobrigida, parente alla lontana del ministro Francesco, e Sabrina Gandolfi. E c’è una remota ipotesi che finisca alla guida del canale sportivo Varriale, considerato di area 5 Stelle e coinvolto in una vicenda giudiziaria legata alla propria vita privata e per questo sospeso da viale Mazzini. Un altro scenario vede Mario Orfeo arrivare alla direzione dal Tg3, liberando la casella nella rete di “sinistra””.

Il Corriere della Sera scrive che la De Stefano si è dimessa per l’impossibilità di reggere gli scontri interni.

“Dietro all’addio della giornalista (prima donna nel ruolo dopo i 13 uomini che si sono alternati in 30 anni di storia della Tgs) ci sarebbe l’impossibilità di reggere la tensione provocata dagli scontri interni su almeno tre fronti: gli attacchi subiti da parte di alcuni volti noti dello sport esclusi o ridimensionati, l’ostilità della redazione di Milano che si sente trascurata rispetto a Roma e quella delle sigle sindacali non giornalistiche, che le imputano di aver ridotto il contributo del personale per tagliare i costi”.

“Durissimi gli scontri con Paola Ferrari, esclusa dal ruolo di commentatrice ai Mondiali del Qatar e dirottata su
Domenica Dribbling, e soprattutto con l’ex vicedirettore Enrico Varriale”.

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