Conte alla Gazzetta: “Maradona o Pelé? Maradona”

Un’intervista al Premier sul calcio, dal suo tifo per la Roma al razzismo, senza dimenticare che c’è la Super Champions che incombe.

Conte alla Gazzetta: “Maradona o Pelé? Maradona”

Il presidente Giuseppe Conte ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del suo tifo per la Roma, di come è nato e dei suoi ricordi del Foggia, prima squadra del cuore. E’ zemaniano e maradoniano.

“Maradona o Pelé? Maradona l’ho visto giocare tante volte, di Pelé ho visto spezzoni di partite, era di un’altra epoca. Direi Maradona”.

Il Premier ha sottolineato che il suo ruolo, con Di Maio e Salvini è come quello di un tridente di attacco, ma in più lui deve anche coordinare l’intera squadra.

Il presidente non crede che la differenza del calcio inglese sia nell’avere maggiori risorse economiche per questo abbia portato in finale di Champions ed Europa League 4 squadre su 4, parla di cicli, «questo è il loro momento»

Si passa alle note meno belle del calcio, al razzismo e all’intolleranza:

«Gli episodi di intolleranza e razzismo non vanno mai minimizzati. E sarebbe un errore sostenere che in Italia il problema non esista. Bisogna far rispettare le regole e impegnarsi molto per contrastare il fenomeno, promuovendo nelle scuole la cultura del rispetto dell’avversario e la diffusione dei valori della lealtà e della correttezza sportiva. Mi rincuora constatare che in molti casi, a fronte di minoranze che intonano cori discriminatori, la stragrande maggioranza del pubblico li oscuri con gli applausi. La stupidità si può sempre seppellire con un sorriso o, se rumorosa, con gioiose manifestazioni di segno contrario».

Dopo le discussioni di questi giorni relativi alla SuperChampions e le ultime minacce di scioperare da parte delle Leghe nel caso il progetto andasse avanti,  anche il presidente Conte ha espresso la sua perplessità

«Ho forti perplessità sull’idea di introdurre una Super Champions che finisca per proporsi come circuito aristocratico, riservato ai “soliti noti”, club individuati per storia e blasone. Un sistema del genere finirebbe per penalizzare il merito sportivo, che invece va sempre premiato. Il fascino delle competizioni sportive è che anche i club più piccoli e meno blasonati possono ritrovarsi, di anno in anno, nel ruolo di outsider e affermarsi nella ribalta internazionale, capovolgendo tutti i pronostici. Se avessimo avuto già le nuove regole, l’Ajax, che quest’anno ha forse espresso il miglior calcio, avrebbe preso parte alla Champions?».

Anche Conte contrario a far giocare i campionati durante la settimana, perché il calcio è uno sport popolare e le partite nel week end danno la possibilità alle persone di andare allo stadio poiché non lavorano.

Infine il presidente mostra una maglietta nera e spiega che si tratta di una squadra di Hockey

«Li ho incontrati poco fa, sono ragazzi che giocano a hockey con le carrozzine elettriche, hanno vinto due scudetti di fila, vengono da Venezia-Mestre. Sono ragazzi incredibili. Uno di loro ci ha raccontato di essere stato da solo a Capo Nord. Ma ci pensate a certe mamme che inseguono i loro figli per un piccolo raffreddore?»

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