I cani di Pavlov e i titoli di Vittorio Feltri

Quando deve uscire dall’anonimato, il direttore di Libero spara un titolo anti-napoletano. La reazione è assicurata, come con i cani del famoso etologo russo.

I cani di Pavlov e i titoli di Vittorio Feltri

Un colpo di genio

Per dimostrare il riflesso condizionato, Ivan Pavlov condusse un esperimento sui cani con tanto di campanello. Faceva suonare il campanello e poi portava il cibo al cane. Dopo un po’, il solo suono del campanello produceva la secrezione salivare nell’animale: l’acquolina in bocca.

Quando ha il problema di emergere dall’anonimato oppure di dare una svolta alle sue giornate, Vittorio Feltri usa lo stesso metodo con i titoli. Le vittime del suo esperimento non sono i cani, bensì i napoletani. Che alla vista del titolo, cominciano a ringhiare. L’ultimo esperimento è quello di stamattina: “Comandano i terroni. Ai meridionali 3 cariche istituzionali su 4”. Elenca i politici e così spiega l’avversione verso Salvini. Un colpo di genio. Che ha ha raggiunto l’obiettivo.

Ne è nata persino una polemica istituzionale, con il vice presidente del Consiglio Di Maio che ne ha approfittato per chiedere l’eliminazione dei fondi all’editoria. Ha risposto l’Ordine nazionale dei giornalisti. Sui social non si parla d’altro, almeno dalle parti di Napoli.

Mentre lui, Vittorio, si starà sganasciando dalle risate. E certamente starà dicendo: “che vita triste sarebbe senza quei terroni di merda”.

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