Ancelotti ci regala fertili bugie e ci ricorda Flaiano

Dice che il calcio è semplice, non complicato. Mente, come tutti quello che sanno. Come i coraggiosi descritti nel Diario degli errori

Ancelotti ci regala fertili bugie e ci ricorda Flaiano

Ha attraversato lo sport in tutta la sua complessità

È necessario, negli snodi critici della vita di chiunque, capire in quale storia gettarsi. La surreale comicità dell’esistenza sta nel fatto che essa è tutta un paradossale gioco di opposti – c’è chi vi costruisce una carriera da sceneggiatore, chi da allenatore di calcio.

Carlo Ancelotti è il coach che il destino ci ha dato in dono. L’uomo che, con l’esempio quotidiano, ci insegna che l’unico che può indicarti la strada per sostenere la vista di un barlume di verità è un mentitore di classe sopraffina. In queste ore ci ha detto che “Il calcio è semplice. Il calcio non è complicato, lo si vuol rendere complicato”. Le parole le ha pronunciate una persona che questo sport lo ha attraversato in tutta la sua travolgente complessità, in larga parte fatta della sua inesplicabile irragionevolezza. Il calcio ha una sublime natura mendace, tanto che a sostenerne la semplicità è lo stesso professionista che fa delle sue conoscenze, della sua esperienza, della sua unica capacità di coglierne gli aspetti salienti in un mare di difficoltà la ragione della sua carriera eccezionale, del suo valore di mercato e del suo meritatissimo lauto stipendio.

Il Diario degli errori di Ennio Flaiano

Ennio Flaiano – che, nei ritagli di tempo, è stato anche sceneggiatore de La dolce vita felliniana – scrisse in un suo capolavoro dal titolo Diario degli errori:

I grandi uomini sanno fingere una fede e un coraggio che in realtà non hanno. Nessun uomo che ha guardato in fondo, oltre la sua vita mortale, ha fede e coraggio: soltanto rassegnazione. Così certi coraggiosi si portano bene davanti al plotone d’esecuzione perché hanno capito che tutto è stato fatto – molto tempo prima. Sono gli uomini deboli che non riescono a salvare le apparenze.

La nostra è una affannosa e quotidiana ricerca della verità, nelle nostre cronache esistenziali così come su di un campo di calcio. C’è chi sostiene che il gioco sia semplice e tenuto in vita da quattro regole in croce, c’è chi lo descrive come un intricatissimo meccanismo di rara sofisticazione. Il punto è il chi. Le parole acquisiscono il significato che l’autore, con la sua storia, dona loro nel momento in cui le pronuncia. È un gioco di specchi. Se a definire il gioco è chi ha ottenuto poco in vita, il suo commento risulterà sempre sciatto. Vale quella vecchia massima, assai poco democratica ma fortemente radicata nella realtà umana, per cui a chi ha poco verrà tolto anche quel poco che ha e a chi ha molto verrà dato in ancora maggiore abbondanza.

Carlo Ancelotti con una mano attraversa il calcio, lo domina e ne trae gusto e profitto, con l’altra usa il palmo rivolto verso il basso per dire “state calmi”. È solo un gioco. Ed è una fortuna che finalmente ci si renda conto che a Napoli, a noi, a questa nostra storia in qualche modo comune, servono grandi bugie che ci intrighino, ci rendano curiosi di proseguire, generando nuovi desideri.

Il plotone d’esecuzione

Flaiano chiude il paragrafo sopra citato ricordando quando imparò la lezione: in occasione dell’ultima visita al padre. Il genitore era stanco, morente e lo scrittore, per tirarlo su, disse che aveva l’aria di uno che avrebbe campato ancora dieci anni. A lui sembrarono un’eternità, al padre parvero una condanna:

furono le parole più crudeli che abbia mai dette ad una persona. Non riesco a perdonarmele, nemmeno pensando che allora ero uno sciocco, che avevo la vita davanti a me e che mi sembrava enorme, lunghissima, da potersene davvero saziare.

Devi averlo conosciuto, una volta, il plotone d’esecuzione, per poterne trarre qualche insegnamento. Il mondo si divide in chi ha perso le finali di Champions subendo una rimonta di tre gol nel secondo tempo, e chi non vi ha mai neppure partecipato. I secondi vi diranno molte inutili verità. I primi le bugie più fertili della vostra vita. 

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