So Foot elogia Ancelotti: “Ha aggiornato il software del Napoli”

«Il nuovo tecnico del Napoli non ha alterato l’identità della squadra, ma gli ha dato nuovi strumenti, tra turn over e soluzioni di gioco».

So Foot elogia Ancelotti: “Ha aggiornato il software del Napoli”

Rinnovare la facciata, preservare le fondamenta

Il Napoli visto e percepito dall’estero è uno dei punti più importanti del nostro progetto giornalistico-narrativo. Oggi leggiamo il pezzo di So Foot, magazine francese sempre molto stimolante nelle sue analisi. Alla vigilia del match contro il Psg, la riflessione verte sulla transizione tra Sarri ed Ancelotti, sui cambiamenti apportati dal tecnico emiliano. Leggiamo: «Maurizio Sarri è un allenatore che ha i suoi feticci: le sigarette, il 4-3-3 infallibile, un modo di vestire un po’ disgustoso. E poi un Napoli bellissimo, che dal 2015 al 2018 è stata una squadra assolutamente riflessa nelle sue idee. Solo che ora quella squadra è passata ad Ancelotti, e le cose sono cambiate».

Secondo la ricostruzione di So Foot, il tecnico emiliano ha «trasformato in pochi mesi la squadra intransigente di Sarri, ha rinnovato sapientemente la facciata preservando le fondamenta». Ancelotti è un «allenatore tutt’altro che pazzo, perché ha deciso di conservare alcuni meccanismi del predecessore e di cambiare qualche altra cosa. Ad esempio il passaggio dai tre attaccanti al 4-4-2, con la conversione di Insigne in attaccante puro. Difficile dargli torto: 13 partite tra campionato e Champions, 9 gol».

Il turn over e la Champions

Altri due punti toccati dal pezzo di So Foot riguardano la gestione della rosa e dell’impegno europeo. Il primo caso è quello del dualismo Mertens-Milik: «Il belga era intoccabile con Sarri, ora c’è intercambiabilità con l’ex attaccante dell’Ajax. In questo modo, il Napoli è meno scontato, meno leggibile dal punto di vista tattico. Può scegliere di giocare combinazioni rapide palla a terra, oppure di servire un centravanti-boa in avanti. Insomma, una sorta di aggiornamento del software di gioco, oggi il Napoli ha imparato a fare altro senza dimenticare il dna del Sarrismo. Una missione compiuta, oggi il Napoli ha un possesso palla inferiore rispetto all’anno scorso, quindi pratica un calcio più verticale, più diretto. Come auspicato dal suo nuovo allenatore alla vigilia di questa stagione».

Come per Milik, anche altri calciatori ora sono più considerati nelle rotazioni: «Diawara, Maksimovic, Rog e i nuovi acquisti (Fabian Ruiz, Simone Verdi e Kevin Malcuit), persino i portieri Ospina e Karnezis. Tutti sono coinvolti nel turn over, è una testimonianza della rivoluzione morbida, della rivoluzione di velluto che Ancelotti ha portato al Napoli. Il tecnico ha sconfitto il pregiudizio rispetto alla lunghezza della rosa, e in questo modo ha gestito meglio l’alternanza tra campionato e Champions League. L’anno scorso la squadra di Sarri aveva più punti in campionato, ma non è riuscita a qualificarsi agli ottavi di Champions League, nonostante un girone abbordabile. Ancelotti, per il momento, ha fatto un percorso migliore in Europa. Ha battuto il Liverpool al San Paolo e ha chiaramente dominato il Psg al Parco dei Principi».

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