Con Ancelotti Juventus-Napoli è una partita di calcio, senza appendici retoriche

Carletto vara il nuovo corso, Juventus-Napoli viene vissuta e percepita come una sfida importante tra due grandi squadre, senza complessi di inferiorità.

Con Ancelotti Juventus-Napoli è una partita di calcio, senza appendici retoriche

28 settembre 2018

Sarebbe la sala-stampa di Castelvolturno, sembra la Stazione Spaziale Internazionale in orbita attorno alla terra. C’è la conferenza stampa di Ancelotti in vista di Juventus-Napoli e l’impressione è quella di trovarsi in un’altra dimensione. La Juve «è una grandissima squadra» dice il mister davanti a microfoni e telecamere. Ma il suo Napoli «arriva a questa partita nelle condizioni ottimali»; e lui, Carletto da Reggiolo, è «soddisfatto e fiducioso» e «non ha mai firmato per un pareggio in tutta la sua vita». Con buona pace della scaramanzia, ma a quella possiamo pensarci anche noi tifosi, ma soprattutto di quella retorica che ormai da anni anticipa e segue l’incontro con i bianconeri.

Juventus-Napoli per la classifica è stata, spesso e volentieri, il big match del campionato. Sul fronte partenopeo è invece sempre e costantemente, stata presentata come una sfida impossibile: Davide contro Golia, sud contro nord, Borboni e Sabaudi con riferimenti alla lotta operaia, alla rivoluzione, al Vesuvio, addirittura a Garibaldi.

E invece Ancelotti parla di pallone e di campioni: come Cristiano Ronaldo, che “meriterebbe un altro Pallone d’Oro”, o come Lorenzo Insigne, semplicemente “determinante”. Sì ma il calendario? E l’infermeria? E il BUDGET? In fuorigioco, netto. Non contano (qualcuno dirà che non contano ORA, ma vabbè). Intanto oggi si gioca a pallone, 11 contro 11. E l’impressione è che al netto del risultato (importante ma non determinante) e di ciò che vedremo in campo, Ancelotti abbia già iniziato a lavorare su quel processo, lento e complesso, che porterà finalmente il Napoli e la sua gente ad essere protagonisti consapevoli del calcio italiano, e non una semplice mina vagante.

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